Ispirato a Una giornata particolare, di Ettore Scola.
(anche su Behance)
Qualche giorno fa é venuto a mancare Ettore Scola.
Un po’ questo evento, un po’ la pubblicità e i post sul web, mi hanno fatto venire voglia di rivedere questo film.
Una giornata particolare (1977), é precisamente il 6 maggio 1938.
Siamo in pieno regime fascista e quel giorno Hitler è in visita a Roma.
Quel giorno una casalinga e un annunciatore omosessuale in partenza per il confino rimangono a casa e così si incontrano.
Ricordavo gli eventi fondamentali della storia (e della Storia), ma avevo scordato atmosfere, dettagli, avevo dimenticato quanto mi fosse piaciuto.
Tanti scambiano Una giornata particolare per una storia d'amore.
Ne ho discusso con alcuni amici.
Non capivo perché, quando sono normalmente recalcitrante e insofferente di fronte a un film di impronta sentimentale, qui no.
L'amore c'entra poco. E’ sentimento senza romanticismo, non é prioritario innamorarsi dell'inquilino del sesto piano assieme alla Loren.
E’ altro a colpire.
In due case, un terrazzo, delle scale e una manciata di ore, c'è una densità/ricerca di senso: anche gli oggetti più banali, come due tazzine del caffé diventano quasi simbolici.
Simbolico è un aggettivo sicuramente sbagliato, perché siamo di fronte a due ore di neorealismo.
Forse gli oggetti non sono simbolici, ma in una cornice storica e - allo stesso tempo - individuale sono semplicemente perfettamente al loro posto. Sono in grado di raccontare da soli il contesto e tutto ciò che ne deriva.
“Il sentimento viene fuori poi da solo”, ha detto una mia amica. Ha ragione.
Non sono recalcitrante perché non mi viene detto cosa pensare, quali sentimenti provare e come farli aderire al canone del genere. Il sentimento assume un senso più etimologico e largo del termine.