20 anni.
20 anni di dubbi, insicurezze, incertezze e forse bugie, non possiamo esserne certi, ecco.
20 anni in cui generazioni giovani come la mia che in quell’anno, in quel giorno e a quell’ora erano tra le braccia della propria madre o a giocare con la spensieratezza e la fantasia che dovrebbe accompagnare ogni bambino in ogni angolo del globo; ma non sempre, purtroppo, è così.
20 anni in cui abbiamo sofferto a guardare, commemorare nelle scuole e nelle case, perfino nelle tv delle varie catene commerciali di elettrodomestici quelle immagini di terrore, paura, angoscia, orrore, quanto di più crudele possa creare l’essere umano.
20 anni che forse per noi, non toccati personalmente, non coinvolti pienamente in questo evento catastrofico, non cogliamo a pieno la sofferenza che si prova nel vedere morire i propri cari dalla televisione, in tutti i canali del mondo contemporaneamente o pressappoco giù di li, in diretta, nel vedere gente buttarsi nel vuoto forse con l’idea di poter avere una fine più dolce e scampare dalle fiamme, tra l’aria che ti accarezza per l’ultima volta il viso, il corpo, sentirsi liberi di fluttuare, volano.
20 anni fa 2977 persone hanno perso la vita e le famiglie di queste 2977 persone hanno perso una o più parti, una o più componenti del proprio nucleo familiare ma soprattutto una o più persone che completavano il puzzle di cui tutti noi o quasi, chi più chi meno, ne godiamo ogni giorno e ne contribuiamo alla realizzazione di piani organizzati, di aiuti emotivi, economici o fisici.
20 anni fa più di 6000 persone sono rimaste ferite dagli incidenti, dagli uffici e i piani incendiati, dalle macerie ma soprattutto hanno sofferto e soffrono ancora della ferita più grande, più profonda, quella che impiega più tempo a rimarginarsi: la salute mentale.
Sì perché vuoi o non vuoi da un trauma di qualsiasi entità, di qualsiasi forma o gravità, se fisico lo riesci a superare prima o poi, ne guarisci anche completamente e sembrerà dopo un po’ [si fa per dire] solamente un brutto ricordo; ma quello emotivo, quello che tocca la mente e sfiora il cuore come se ad accarezzarti ogni mattina al tuo risveglio e ogni notte prima di addormentarti fosse la morte personificata, no, quello no, quello non lo supererai mai, è un trauma con cui convivrai in eterno, ne esci segnato e non basteranno migliaia di sedute disperate dallo psicologo per superarlo.
Il mio pensiero di oggi, per questo 11 settembre particolare forse perché è il 20º e questa cifra cosi tonda, grande, anche significativa conferisce un eco altisonante alla ricorrenza, lo fa apparire importante più degli altri anni ,va a tutte quelle famiglie che hanno perso un proprio caro o i propri cari, a tutte quelle persone che hanno sofferto per 20 anni la mancanza del proprio coniuge, fidanzato/a, amico/a, e a tutti quelli che psicologicamente soffrono ancora oggi di un trauma insanabile.
E poi vorrei rivolgere un quesito generale che mi attanaglia: sapremo mai la verità?
Biden con un ordine esecutivo ha ordinato che vengano declassificati i documenti top secret dell’FBI riguardanti questa strage cosi da permetterci di conoscere una parte della verità, di cui però non sapremo mai se è quella che vogliono farci credere che sia o se viceversa è la verità certa; ai posteri l’ardua sentenza disse Manzoni, noi oggi possiamo solo aspettare, sperare e contribuire come umanità a far sì che tutto ciò non accada mai più.
(Alex)











