L’archiviazione disposta dal giudice per le indagini preliminari: “Correttamente e legittimamente esercitato il diritto di critica"
Vogliamo ricordarlo anche così...
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L’archiviazione disposta dal giudice per le indagini preliminari: “Correttamente e legittimamente esercitato il diritto di critica"
Vogliamo ricordarlo anche così...
Facebook ha rimosso la pagina della casa editrice Altaforte, vicina a CasaPound
Il Salone di Torino ha concesso uno stand all’editore Altaforte. Se si va sul relativo sito, alla prima schermata compaiono titoli come “La morte a grinta dura – squadristi 1919-1923...
Raimo ha il torto di dire una semplice verità, come il bambino della fiaba di Andersen. Maurizia Rebola, presidente del “Comitato d’Indirizzo” del Salone, cui spetta vagliare le richieste degli editori per avere uno stand, difende la scelta di averlo concesso ai fascistissimi delle edizioni Altaforte con un comunicato che avrebbe mandato in solluchero il manzoniano don Abbondio (quello di “il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”). Siccome la casa editrice non è stata mai condannata in base alla legge Scelba e alla legge Mancino (le due leggi che puniscono apologia di fascismo e razzismo) “è pertanto indiscutibile il diritto per chiunque non sia stato condannato per questi reati di acquistare uno spazio al Salone e di esporvi i propri libri”. E chi l’ha detto? Se fosse così non ci sarebbe bisogno di un “Comitato d’Indirizzo” (retribuito?), basterebbe il casellario giudiziario. Un comitato, proprio perché “d’Indirizzo”, stabilisce i criteri con cui “indirizza” le scelte, formula i sì e i no.
Come può un giovane farsi un'idea sul fascismo se è vietato parlarne? Gli antifascisti pretendono di essere creduti sulla parola,consapevoli di quanto sia controproducente per loro la conoscenza. La censura è scatenata dalla paura di essere smentiti.
"La regola universale con il fenomeno dei 'fascismi' è sempre una sola: il fascismo (archetipo) viene fuori quando la democrazia perde colpi.
Questa è la realtà del 1919, o del 1922, o del 1933, ecc.
In questo senso, focalizzare sulle manifestazioni fasciste è cosa appropriata per le forze dell'ordine, ogni qual volta ce ne siano gli estremi.
Tuttavia concentrarsi sullo spettro fascista da parte di chi ha (o ha avuto) in mano le leve del potere democratico è autoassolutorio e privo di senso.
E' privo di senso non necessariamente perché l'allarme sia infondato.
E' privo di senso perché i 'prodromi fascisti' sono gli starnuti di una democrazia col raffreddore: non si curano gli starnuti, si cura il raffreddore.
Quando in un paese la democrazia non riesce a soddisfare le esigenze dei propri cittadini, quando a colpi di austerità e di ramanzine su quanto 'abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità' si lasciano sguarnite le periferie, e indifesi i ceti più deboli, quando dai propri attici con portineria si plaude all'accoglienza illimitata, quando dalla sicurezza della propria area gentrificata si deridono le proteste sgrammaticate contro l'insicurezza, quando si spediscono all'estero in cerca di fortuna 250.000 persone all'anno presentando questo scempio come "le virtù della mobilità", quando viene fatto tutto questo, lamentarsi del fascismo è come lamentarsi per il rumore degli starnuti di qualcuno dopo che lo hai lasciato nudo sotto la pioggia."
...quando si cede alle dinamiche degli estremismi, si uccide la democrazia.
Il parroco don Francesco Vannini ha confermato che si è trattato di “un gesto di protesta"
Abbiamo preti molto più coraggiosi dei nostri politici e amministratori locali...
Chiedo agli italiani se ne hanno la voglia di darmi pieni poteri per fare quello che abbiamo promesso di fare fino in fondo senza rallentamenti e senza palle...
ministro “senza palle” dei selfie