breve tautogramma in A, di Daniela Domenici assai arduo abituarsi, adattarsi, accettare assurdi, ambigui atteggiamenti...
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breve tautogramma in A, di Daniela Domenici assai arduo abituarsi, adattarsi, accettare assurdi, ambigui atteggiamenti...
Donna che mangia più dell'uomo. Donna del Nord che si abbronza di più dell'uomo del Sud. Si amore, siamo proprio strani. E ci amiamo nella nostra ambiguitá.
mi guarda piegando la testa. sembra uscita da una fiaba. corpicino sottile dentro un cappotto rosso. Acceso. la bimba si sposta un ciuffetto di capelli dal viso, sgrana i suoi occhi color nocciola . le labbra e le sue guance si arrossano. sbuffa e poi comincia a piangere. mi si avvicina. mi guarda con rabbia mentre le lacrime le brillano sul viso. mi da un colpo in faccia , con una violenza che sembrava non far parte di lei. la sigaretta mi scivola dalle labbra e cade a terra. - non fumare .- la bimba si avvicina di nuovo. ha gli occhi pieni di luce, anche se piange. dov é la mia luce? mi gira il braccio che ancora brucia. gonfio per i tagli . lo strattone violento ne riapre alcuni che subito si colorano di rosso. come il cappotto della bambina. lei guarda il mio braccio , traballa un po, si siede mentre piange ancora. guarda il suo braccio candido e perfetto. si asciuga le lacrime e mi guarda seria. - non tagliarti. smettila. ma lo vedi cosa mi hai fatto? è questo quello che vuoi per me? hai spento la mia felicità in un bicchiere di veleno. te l hanno offerto tu hai preso quella miscela d alcol e l hai buttata giù. che colpa ha la tua pelle se stai male? perché la tagli? si strofina il visino. mi hai riempita di nero. me l hai portato dentro. puliscimi. curami. smettila ti prego
Mio Dio, i ragazzi sagittario. È amore o odio? Abbatteteli tutti prima che io vada fuori di testa.
Non ti capisco II
Mi hai trattata come un cane l'ultima volta che ci siamo parlati.
Due giorni dopo alla festa arrivi, mi abbracci da dietro e mi stampi un bacio su una guancia; ho pensato di morire.
Te la prendi con me per aver messo in giro una voce di cui non sapevo nemmeno l'esistenza e mi tratti come un cane pt. II.
Mi scrivi con una stupidissima scusa e chiacchieriamo come due meri conoscenti.
Non rispondi più.
Vengo a sapere che prima di sbattermi in faccia un clamoroso due di picche hai parlato con Matteo dicendogli: "Non posso stare con la Valentina, non posso baciarla, non posso, è così e basta".
(?)
Te ne esci con un messaggio che recita così: "Vale ci ho pensato su prima di scriverti questo messaggio quindi è possibile che non ci capirai niente ma te lo mando uguale: senti tu non mi dai fastidio anzi, tutt'altro, però quando parlo con te mi sento in colpa per Federico che tu ci creda o no è così. Mi dispiace se ti ho risposto male questo periodo non volevo farlo. A me da gusto parlare con te però con meno frequenza.. Vabeh non volevo proprio dire questo ommioddio :( è una cosa contorta !! Comunque se ogni tanto vogliamo parlare, per me non ci sono problemi e non te li fare dopo questo messaggio! Detto questo scusami ancora per come mi sono comportato buona giornata".
asdfghjkl
C'è stata un'epoca in cui gli scrittori scrivevano racconti per mediocri case editrici, le quali provvedevano a pagarli con assegni tutti i mesi, un tot a racconto. Nel frattempo, potevano dedicarsi alla scrittura dei propri romanzi e vivere dignitosamente in piccole stanze di grandi città, o viaggiare, imparare nuove lingue, ballare fino all'alba in postriboli. Non so se e quanto i romanzieri abbiano, per l'appunto, romanzato quella breve e interessante epoca. Di fatto, mi piacerebbe che oggi fosse così. La letteratura è grigia non perché non ci sono più storie da raccontare o perché si raccontano male: è solo la vita che è andata via, dove può manifestarsi in tutte le sue forme, meravigliose e atroci, e sta raramente fra le pagine.