People that mark their stuff free but still leave a link to a locked patreon gives me the ick!
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Ormai la stampa fa concorrenze ai clickbaiter della rete.
Un'escalation di untori della paura!
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La crisi dei giornali è fortissima, ma questo non giustifica né la sciatteria né la rincorsa al pubblico attraverso falsi allarmi e titoloni, che, sì, ci sono sempre stati, ma spesso, in passato, hanno anche avuto una funzione civile. Come il FATE PRESTO! ripreso da Andy Warhol ai tempi del terremoto dell'Irpinia.
Ieri il Tg2 ha esordito con "Coronavirus, niente allarmismi!" e ha proseguito con "Tutto il nostro telegiornale sarà dedicato a questo argomento", senza nessun commento scientifico o minimamente rassicurante (da quello che ricordi io).
Ora io non dico che tutta questa sia una novità, anzi. Quello che affermo è che in tempi di globalizzazione e telematica spinta, la propagazione virale (appunto) dell'informazione gode di un effetto moltiplicatore che richiederebbe maggiore prudenza e consapevolezza sia da parte dell'emittente che (soprattutto) da parte del destinatario delle notizie.
Su questo provo a fare anche dei corsi di cittadinanza digitale con i ragazzi delle scuole superiori.
In questa pagina web c'è una presentazione che uso come punto di partenza per parlare con loro di bufale, fake news ed altre fandonie mediatiche.
Se la scorrete, noterete che tendo a sottolineare che... "nihil sub sole novun", ma bisogna stare attenti al surriscaldamento del sole del terzo millennio.