"Il contadino non ha casa, non ha campo, non ha vigna, non ha prato, non ha bosco, non ha armento, non possiede che un metro di terra in comune...al camposanto...Tutto gli è stato rapito o dal prete al giaciglio di morte, o dal ladroneccio feodale, o dall'usura del proprietario, o dall'imposta del comune e dello stato: il contadino non conosce pan di grano, né vivanda di carne, ma divora una poltiglia innominata di spelta, segale o melgone, quando non si accomuna con le bestie a pascere le radici che gli dà la terra. Il contadino non possedendo nulla, nemmeno il credito, non avendo che portare all'usuraio o al monte dei pegni, allora (oh! io mentisco!) vende la merce umana: esausto l'infame mercato, piglia il fucile, e strugge, rapina, incendia, scanna, stupra...e mangia."