Nella brulla ma affollata savana africana vive un babbuino. Il primate in questione, che sarà il fantomatico protagonista delle nostre storie, presenta una particolare pigmentazione chiara che volge tragicamente al bianco. Sintetizzando, e poiché effettivamente è quello che è, potremmo quindi definire la nostra bestia un babbuino albino. Ogni illazione sul perché faccia rima sarebbe assolutamente fuori luogo e per nulla inerente al nobile e fiero spirito della savana. Il manto della bertuccia è bianco come la neve ed è noto come essa non abbia assolutamente nulla a che fare con le vaste e aride pianure africane. Il peloso animale non ha un nome, non è infatti usanza fra le bestie darne uno e per il nostro eroe questo è probabilmente una fortuna; immaginate per un istante che i suoi genitori avessero avuto la malaugurata idea di chiamarlo ad esempio Valentino oppure Martino. Francamente "Martino il babbuino albino" sarebbe stato alquanto eccessivo perfino per i bislacchi standard scimmieschi. Per l'intera durata delle sue peripezie, qualsiasi essa sia, sarà quindi semplicemente apostrofato come "babbuino". Rachitico, sgraziato, tutt'altro che avvenente egli è soprattutto bianco, il che significa diverso da ogni altro esemplare della sua specie; ciò comporta senza dubbio o retorica alcuna che la sua vita sarà fatalmente diversa. Il modo in cui questa esistenza del tutto particolare possa cambiare l’intera savana è un mistero, tuttavia una cosa è certa: per il babbuino le cose saranno tutt’altro che semplici.