“L’errore più grande fu credere che mostrarmi vulnerabile gli facesse venire voglia di proteggermi.”
— manuela g.
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“L’errore più grande fu credere che mostrarmi vulnerabile gli facesse venire voglia di proteggermi.”
— manuela g.
Quante volte io calmo il mio sangue ardente... perché tu non avrai mai visto nulla di così mutevole come il mio cuore. Amico mio, ho bisogno di dire questo a te che tanto spesso ne hai sopportato il peso e che mi hai visto passare dall'affanno ai più arditi sogni e da una dolce malinconia alla più funesta passione? Di modo che io considero il mio cuore come un bambino ammalato; e gli concedo ogni capriccio. Ma non lo dire a nessuno: ci sarebbero persone che non me lo perdonerebbero.
I dolori del giovane Werther - Johann Wolfgang von Goethe
@clacclo
Ma tu sai che dolore al petto
è
guardare il cielo
senza te?
Fare tutte quelle piccole cose
che un tempo facevamo assieme
in estrema solitudine?
Sai che dolore al cuore è
girarmi per cercare
il tuo sguardo
tra miliardi di persone,
sedere in un'auto
con la speranza che parti una stupida canzone
che sappia di te.
L'avresti cantata con me ancora una volta?
Avresti cercato il mio sguardo regalandomi
Di nuovo
un sorriso impacciato?
Sai che dolore allo stomaco è
Vedere i giorni passare
Uno ad uno
Talvolta lentamente
Altre velocemente
Ma sempre caratterizzati dalla tua assenza?
Sai quanto costano
le notti passate ad osservare un soffitto troppo bianco?
E gli incubi?
Io che ancora ti sogno,
io che ancora ti cerco,
ed il tuo volto che appare e scompare,
che mi fa svegliare in un fiume di lacrime,
che mi devasta;
Mi distrugge.
E le gambe?
Le gambe che cedono ad ogni mio passo,
che non sanno più dove andare,
dove trovarti;
La voce che trema
ogni volta che
Le labbra pronunciano il tuo nome
E gli occhi lucidi
Lo sguardo assente.
Sai quanto rumore fa il tuo silenzio?
Sai che peso ha la tua assenza?
Dovevi esserci.
Dovevamo crescere insieme,
dovevi tenermi ancora per mano.
Tutta la mia vita non era stata che tenebre e abissi, ma io non ero parte di quelle acque scure. Ero soltanto una delle creature che lo abitavano.
- Circe, Madeline Miller
@dreams-a
C’è un quadro famoso: I nottambuli, di Edward Hopper. Mi sono innamorato di quel quadro. A volte penso che noi tutti siamo come i personaggi di quel quadro: ciascuno perso nel suo universo privato fatto di dolore o di tristezza o di senso di colpa, ciascuno distante e impenetrabile. Quel quadro mi fa pensare a te. Mi spezza il cuore.
Rupi Kaur, The sun and her flowers
Il quadro mai dipinto.