Effetto osservatore: un atto di osservazione può influenzare o determinare in qualche modo le proprietà di ciò che viene osservato.

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Effetto osservatore: un atto di osservazione può influenzare o determinare in qualche modo le proprietà di ciò che viene osservato.
"L' economia è intrinsecamente un fatto patologico... Finché esiste un regime fondato sulla competizione tra gli esseri umani il problema della salute e della felicità non potrà mai essere risolto" (Emilio Del Giudice).
Questo non è un concetto. Questa è risonanza, è biologia.
Consiglio di ascoltare anche il suo discorso sulla "forma dell'acqua".
testo autobiografico - esperienza extracorporea)
Ricordo perfettamente quel momento, anche se avevo solo otto anni. Era il compleanno di mia nonna ed era una giornata d'estate quasi come le altre, finché non sono caduta dalla bici e ho sbattuto forte la testa. Ma ciò che è successo dopo non è spiegabile con le parole che usiamo tutti i giorni. So solo che non era un sogno. Non poteva esserlo.
Mi sono trovata sospesa nel nulla. Non c’era luce, non c’erano suoni, non c’erano pareti o confini. Solo buio. Eppure non faceva paura. Era come essere una fiamma azzurra sospesa nell’aria. Ero lì, cosciente di me, ma completamente priva di corpo. Non avevo le mani, le gambe, nemmeno gli occhi. Eppure... vedevo. Non con gli occhi fisici, ma con qualcosa di più profondo, come se stessi “percependo” con l’essenza stessa del mio essere.
Provavo a muovere le mani, ma non le avevo. Sentivo però l'intento, il desiderio di farlo, come se il ricordo del corpo fosse ancora dentro di me. E in quel momento ho capito: le mani, le braccia, ogni parte del corpo, non sono altro che delle estensioni. Servono per toccare il mondo, per interagire con la materia, ma non definiscono chi siamo.
La cosa che mi ha colpita di più però non è stata l’assenza del corpo, ma la presenza assoluta della mia coscienza. Io ero. Ero viva, consapevole, presente. Senza tempo. Come se tutto si fosse fermato o, forse, come se il tempo non esistesse affatto. In quell’istante ho avuto la netta sensazione che il tempo, così come lo conosciamo, sia solo una delle tante linee che attraversano un universo molto più vasto, fatto di infinite realtà, mondi, dimensioni. E io ero finita in uno spazio intermedio, tra una linea temporale e l’altra.
Ma non avevo paura. Non sapevo dove fossi, né come tornare alla mia vita, alla mia linea del “presente”. Eppure dentro di me c’era una fiducia inspiegabile, profonda, quasi primordiale. Come se sapessi che qualcosa, o qualcuno, mi avrebbe riportata indietro. Come se tutto avesse un ordine, anche quando sembra il caos. Non c’era bisogno di lottare o di capire: bastava affidarsi.
E così, in un modo che ancora oggi non riesco a spiegare, sono tornata. Ma quella sensazione non mi ha mai lasciata del tutto. Da allora, una parte di me è rimasta consapevole che esiste molto più di ciò che possiamo vedere e toccare. Che siamo qualcosa di eterno, che attraversa i mondi, le vite, le forme.
E che, forse, morire... non è davvero la fine.
L’Universo è nato dal nulla? E cosa c’era prima del Big Bang?
Un viaggio tra scienza, filosofia e cosmologia per rispondere alle domande più profonde sull’origine del cosmo L’origine dell’Universo è una delle domande più affascinanti che l’umanità si sia mai posta. La teoria più accreditata dalla comunità scientifica è quella del Big Bang, secondo cui circa 13,8 miliardi di anni fa, l’Universo si è espanso da un punto di densità infinita. Ma se il Big Bang…
The Harmonic Flux Resonator - The International Space Federation
O Harmonic Flux Resonator gera um campo eletromagnético polarizado circularmente que pode ser descrito como dois hemisférios contrarrotativos com uma topologia de toro duplo.
Ao definir uma frequência harmônica precisa de oscilação e rotação, o Harmonic Flux Resonator é capaz de se acoplar a modos ressonantes de flutuações de vácuo quântico em um regime coerente.
Ao gerar um gradiente resultando em uma região altamente coerente de flutuações de vácuo quântico, o Harmonic Flux Resonator écapaz de acessar diretamente uma parte da densidade significativa de energia do vácuo quântico (a densidade de energia do vácuo quântico é enormemente grande, então mesmo uma pequena porção representa muita energia).
Un post dal gruppo Facebook "Nosso Lar"
La morte è il più clamoroso equivoco della storia umana. Dai più eminenti uomini di scienza dell’ultimo secolo scopriamo che l’Universo è tutto Pensiero e che la Realtà esiste solo in ciò che pensiamo. L’energia è quella manifestazione che fa accadere le cose e gli eventi. Essendo di carattere vibrazionale essa si manifesta in una incommensurabile vastità di forme e di aspetti. Dietro tutte queste apparenze si cela una realtà legata a un campo di frequenze comprese in bande, ciascuna delle quali ha uno sbocco nel panorama delle cose materiali che noi vediamo. Sofisticate tecnologie dimostrano che l’uomo non muore, quando sembra separarsi dalla sua carica energetica che lo vivifica, perché ciò che si stacca dal soma migra e fluisce verso altre locazioni.
Il nostro apparato sensoriale è limitato e quindi inadeguato a permetterci di percepire la realtà al suo livello più profondo. Occorre comprendere che l’anima che sta per trapassare non è il corpo, bensì la vita stessa e che la sua natura non è materica ma spirituale e che al contrario del suo corpo psico-fisico non conosce mutamento, né decadimento. Inconsciamente non possiamo sopportare di morire in quanto sappiamo che non è possibile farlo. Quando l’Io ben centrato ne ha la suddetta visione, allora siamo fuori dal paradigma spazio-temporale. Il tutto dipende dalla qualità del nostro livello di coscienza. Se non modifichiamo il nostro atteggiamento mentale, se non cambiamo lo stato della nostra visione del mondo, non potremo scegliere il mondo successivo, ma ci troveremo a ripetere ciò che siamo qui con le stesse difficoltà e le stesse limitazioni. Il paradiso infine, non è un luogo, ma è una dimensione della coscienza.
Il tempo non esiste. Quando il tempo incomincia a scorrere? L’etimologia della parola ha una derivazione di origine indo-europea che significa dividere. Quando nasce il tempo nasce anche il concetto di morte. Anche il Big Bang non è mai avvenuto. Si è scoperto di recente un “Campo Informazionale” che permea tutto. È infinito. Non ha inizio e non ha fine. Noi vediamo attraverso i nostri occhi tutte le cose divise, frantumate, separate e invece tutto è Uno. Il viaggio dell’evoluzione è dall’inconscio al conscio. Quando mi chiedono cosa c’era prima del tempo e della morte rispondo che tutto ciò che esiste è AMORE. Questa parola non è legata a sentimento, affetto o passione, come lo conosciamo oggi, ma significa A-MORS non morte.
Tutto vive, dall’atomo alla più grande galassia. Abbiamo verificato che anche le piante e i minerali vivono, su piani diversi. Tutto è costituito da una sola sostanza, con manifestazioni diverse. Questa sostanza è fisicamente e psichicamente pensante. Ilya Prygogine, che è stato il più grande chimico vivente (premio Nobel nel 1977), nel corso delle sue ricerche chimiche della materia organica, si è accorto che ogni molecola viveva e sapeva perfettamente quello che faceva ogni altra molecola a distanze macroscopiche. Anche nell’esperimento che fece Pauli (fisico) le particelle separate (fotoni) che si trovavano nello stesso livello energetico o stato quantico, pur lanciate a distanze differenti, rimanevano sempre collegate. Tutto è interconnesso e non-locale (entanglement). Le informazioni sono istantanee, perché abbiamo scoperto che le particelle come possono essere ad esempio gli stessi elettroni/processo o evento, non sono masserelle solide ed inerti, ma nuclei del tutto inconsistenti che rivelano di essere “un bit concentrato di informazione”, andando così a costituire un campo informazionale.
L’unica cosa solida che si può dire di questa materia, che sembrava fatta di “mattoni atomici”, è invece che assomiglia più ad un PENSIERO. Le onde e le particelle (“ondicelle”) in realtà sono le solite. Esse si trovano sia qui che ovunque, Ciò perchè esse, oltre ad essere se stesse, sono anche lo spazio che intercorre tra loro. E quindi non hanno neppure alcun bisogno di comunicare tra loro, perchè sono la stessa cosa dello “spazio”. Ed in più esse non hanno nessuna ragione per doversi connettere, perchè non sono mai state disconnesse o disgiunte. In sintesi, sono un ologramma, un “Tutto-parte”, una versione su scala più ridotta del Cosmo, dell’Intero Corpo organico universale. Una goccia concentrata e indissolubile dell’infinito oceano energetico, detto Coscienza non locale. La Coscienza dunque non sta nel cervello ma nel Campo. Sia la fisica che la neurofisiologia che la quantistica concordano su questo punto. Non è il cervello che produce il pensiero, ma è il PENSIERO o COSCIENZA che edifica il cervello.
Max Planck, padre della teoria dei quanti, scioccò il mondo nel 1944 quando affermò che esiste un’unica matrice energetica “intelligente” da cui ha origine tutto, il visibile dall’invisibile. Con questa implicazione sconcertante il mondo scopriva per la prima volta che Tutto è coscienza. Abbiamo oggi gli strumenti che possono vedere che intorno a noi esiste un globo luminoso. Un nostro prolungamento (un duplicato immateriale). È stato definito un campo di ultra-luce. Noi non lo vediamo con gli occhi e anche con gli strumenti possiamo vedere fino ad un certo punto. Questo campo è milioni di volte più sottile della più sottile materia. Ha una frequenza vibrazionale di 10 alla 26 Hz. Esso è più sensibile e impressionabile della più sensibile ed impressionabile pellicola fotografica. Anche la PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia) ha riconosciuto che gli antichi avevano ragione. Noi siamo un fascio di vibrazioni di cui l’aspetto fisico, la forma fisica è solo il nucleo più denso.
La luce che vedono le persone che hanno esperienze di premorte (NDE), siamo noi stessi, ciò di cui siamo costituiti. Un fenomeno straordinario, che merita di essere chiamato con il nome di AUTOPSIA (composto da “autos”, stesso e “opsis”, vista), cioè “VISTA DI SE STESSO”. E l’Autopsicità (quale può essere quella dell’ esperienza totale del Divino) è una situazione che implica la visione istantanea e diretta di una “partitura” in cui figurano tutti gli aspetti del Libro della Vita, cioè di una composizione universale, disposta in più mondi. Qualcuno ha detto: “Chiarisci il tuo senso e illuminerai il mondo”. Se vuoi sapere come fare, fai come fece il maestro Zen Poshang. Quando gli fu chiesto come si cerca la natura del Buddha (Dio), Egli rispose: “È come cavalcare il Bue, in cerca del Bue”.
(Parziale adattamento da - Prof. Vittorio Marchi)
13 - da Sette brevi lezioni di fisica, di Carlo Rovelli ed 2014 Adelphi, Milano. Capitolo 5 - I Grani di Spazio
Leggo io Tempo di lettura: 17 min circa
Qualcosa sul racconto Diventa sempre più complicata la storia, cioè la fisica, oddio, diciamo pure la filosofia. Questo è il momento in cui ci viene svelato che il tempo è dentro di noi e non fuori. Vi gira già la testa? È normale. Anche in questa lezione abbiamo due immagini, ma sono familiari.
Immagine 1 (l’ho messa anche a colori, dove?)
Immagine 2
Qualcosa su di me Mi rendo conto che sta diventando più un salottino che un angolo di lettura, ma intanto stiamo imparando cose, no? Confesso che la mia lezione preferita è la prossima e non vedo l’ora di leggervela per sentire le vostre reazioni. Avevo bevuto un bel po’ a pranzo e anche mangiato parecchio e poi per riprendermi ho anche fatto yoga, ma mi stavo vomitando addosso, quindi forse la lettura è un po’ pittoresca. Come sempre giudicatemi, ma apprezzate l’impegno.
Buon ascolto!