"Chiudi le persiane" , chiese Raquel. E lui andò a chiuderle. Per queste cose preferiva le tenebre. E fu nelle tenebre che apparve il nudo di Raquel, dapprima abbracciata a se stessa, come se volesse tenersi stretta quella porzione di tempo, o come se stesse promettendo al suo corpo un piacere meritato, o come se invitasse Javier a un abbraccio duplice e vero. Ma lui era così meravigliato che rimase immobile di fronte a quella Venere allo specchio che il buon Velásquez sembrava regalargli per suo personale godimento, proprio come se quella Venere avesse deciso di lasciare il British Museum di Londra trovandolo noioso e pieno di inglesi. Lei intese quella sua immobilità come l'omaggio che effettivamente era, e a sua volta guardò e ammirò un Javier allo stato di natura, stupefatto e sul punto di essere suo. Ma vi fu un attimo in cui quella tenebra cominciò a vibrare, lei si abbraccio più forte di prima e Javier si riscosse infine dal suo stupore e si avvicinò, le separo dolcemente le braccia, la circondò con le sue, poi visitò ogni angolo del suo corpo, la baciò percorrendo diversi itinerari, l'uno più audace e più commovente dell'altro, e finì per portarla sul letto sfatto per disfarlo ancora di più.
Mario Benedetti, Impalcature. Il romanzo del ritorno. (Ed. Nottetempo, 2019, trad. Maria Nicola)