Inverno 2014
Facevano quasi paura quelle parole, sussurrate all'orecchio, ti facevano salire i brividi dal profondo. E li sentivi che percorrevano le gambe, la schiena, le braccia, il collo. Sentivi il suo respiro leggero e caldo che si avvicinava alla pelle. Il suo dolce profumo di Dior tra i capelli sul viso. E quelle parole così agghiaccianti uscite da labbra quasi perfette. «Sono stata violentata.» Con la voce quasi tremante, quasi come se avesse paura di pronunciare quelle parole. Come se ne avesse una colpa. Ma la colpa era del destino che l'ha portata nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Faceva freddo, stava tornando dalla piscina, non ricorda il perché, forse era quel periodo in cui avevano tolto tutti i tram e li avevano sostituiti con gli autobus, e facevano un giro più lungo rispetto al solito tragitto. Era buio e faceva freddo. Sale sul bus che parte velocemente senza badare alla città. C'era solo lei, seduta in fondo, con le cuffie alle orecchie. Si ricorda che era salito un uomo, barcollava. Le si avvicina. Il bus è fermo. E lei ha paura. Poi non si ricorda più nulla. Buio. Nera la città. Nere le persone. Neri gli occhi. Trattiene il fiato. Faceva quasi paura. Non aveva voce. Era nera anche quella. — Scende alla settima fermata, con i capelli sconvolti, gli occhi lucidi e pieni di lacrime ingoiate a forza. Il corpo tremava. Pian piano la sua memoria stava dimenticando velocemente tutto quello che era successo. Quando entrò a casa i suoi occhi brillavano di vuoto e le mani tremavano bianche. Si mise a letto nuda, spoglia del passato e rossa tra le gambe.
)via @ragazzamara(















