Simcity - Il Caso si Riapre
Bellavista, 3 Maggio 2020, ore 21:30, casa Dreamer.
Quello stesso giorno, dopo che le acque s’erano lievemente calmate riguardo ai media, il Sindaco Mary-sue Pleasant era riuscita a sgattaiolare fuori di casa sua per raggiungere l’abitazione della sua migliore amica, Cassandra Dreamer.
Scappare non era stato poi così difficoltoso, non vi erano lunghe distanze che dividevano le due, si poteva dire che dovesse solamente attraversare la strada e fare quattro passi in più per raggiungerla ed il gioco era fatto.
Questa volta vestiva in modo informale, non mostrava l’atteggiamento duro e orgoglioso che aveva mantenuto con difficoltà durante tutta la conferenza stampa, ma uno debole e spaventato; spaventato dalla possibilità che tutto quell’inferno di mistero che aveva sconvolto Bellavista anni fa potesse tornare come qualcosa che non solo avrebbe nuovamente turbato la vita della sua migliore amica, ma anche la sua e quella dei suoi cari, come anche, molto egoisticamente pensando, la sua posizione, il suo ruolo, la sua carriera come sindaco.
« Io ho tentato di fare l’impossibile per mettere a tacere tutto, ma quello che è successo era qualcosa di fin troppo grande da nascondere, Cassy, la polizia, Bellavista, l’intera Simcity è stata chiamata in causa, come potevo io da sola occuparmi di tutto? » - Mary-sue si affrettò a dire all’amica, neanche il tempo di sedersi sul divano del salotto di lei o di farsi chiedere se avesse voluto qualcosa da bere. Era pallida in viso e continuava imperterrita a tenersi le mani tra i capelli. Cercava, grattandosi furiosamente la tempia, di trovare una soluzione al più presto possibile perchè lei così era fatta: non accettava di perdere, non lo aveva mai accettato nella sua intera vita e mai lo avrebbe accettato nemmeno in quella situazione. La nazione come poteva pretendere che di punta in bianco venisse risolto qualcosa che per 25 anni non era ancora stato risolto?
[ Cassandra ] « Mary-sue lo so che per come sei fatta ti stai auto-massacrando perchè vorresti fare tutto il possibile per mia madre e per la reputazione della tua famiglia, ma ormai ha una certa età, scaldarti così tanto potrebbe farti venire addirittura un’infarto, calmati adesso, va bene? »
Cassandra era spaventata quanto l’amica e preoccupata ancora di più, ma doveva mantenersi razionale, per lei, per se stessa e per quello che stava succedendo che ai suoi occhi sembrava più uno scherzo organizzato da un pezzo grosso...ma a quale prezzo? Perchè ritirare fuori tutti quei fattacci dopo anni?
[ Mary-sue ] « ...e Darren, come sta? E’ silenzioso da tutto il giorno, noi ci angosciamo per i nostri problemi ma non abbiamo nemmeno minimamente pensato che la polizia voglia riaprire anche il caso di Darleen... »
Sciocca ed egoista che era stata, solo in quel momento la sua testa aveva avuto quella stupida illuminazione di pensare al povero marito della sua migliore amica, vittima quanto loro. Mary-sue si voltò e si sporse verso la spalliera del divano per guardare l’uomo, dietro di loro, che angustiato passeggiava tra il bagno e l’entrata della casa, pensieroso, in pena, che mordendosi le unghia cercava di alternare il da farsi andandosi poi a buttare generose quantità d’acqua del rubinetto del lavandino in viso.
[ Cassandra ] « Anche se sono passati così tanti anni Darren è sempre rimasto onesto verso i suoi vecchi sentimenti. La gente lo ha giudicato molto, a tratti ha osato anche dargli del commediante. “I sentimenti appassiscono come i fiori, una volta morti, cosa te ne fai?”, “ormai è acqua passata, fatti una nuova vita”, è davvero facile per gli altri parlare senza conoscere il calvario che una persona sta provando dentro. »
[ Cassandra ] « Prima la cosa era molto più frequente, Darren doveva visitare la tomba di Darleen ogni giorno, poi iniziò a farlo solamente nel fine settimana, fino a quando decise che sarebbe andato a farle visita solamente all’anniversario della sua morte. Più tardi scoprì che fu mio padre ad obbligarlo a pensare meno alla sua precedente moglie, ebbero una discussione e papà lo vide come una mancanza di rispetto nei miei confronti. Io...lo ammetto. Sono un po’ gelosa di Darleen, anche da morta riesce ad occupare la mente della sua famiglia come se non se ne fosse mai andata.
...però io non ho alcun diritto per proibirgli di amarla ancora. Io sono sua moglie adesso, ma prima di questo, sono stata la sua migliore amica ed ancora lo sono e lo sarò. Anche se mi brucia il petto, voglio continuare ad essere la spalla su cui può piangere e su cui può fare affidamento ogni volta che si sente crollare il mondo addosso.
Quando quell’incendio bruciò le carni di quella donna e lacerò per sempre il futuro della sua famiglia, Darren era un corpo senz’anima. Quel giorno aveva sogni, speranze, la sua carriera come artista a Lucky Palm stava fruttando fama e denaro, ma...cos’erano in confronto a ciò che avevano perso?
Quando Darren fu in grado di riaprire gli occhi, respirare senza affaticarsi troppo, e guardare la realtà, l’unica cosa che i suoi occhi rossi e gonfi potevano vedere erano il viso sconvolto di suo figlio Dirk. Il suo bambino, il loro adorato bambino, era rimasto senza una madre troppo presto. Adesso i sogni non esistevano più, le ambizioni non esistevano più, l’unica cosa che nella vita aveva un valore era ciò che Darleen gli aveva lasciato...loro figlio. Fu per quel motivo...che Darren prese quella drastica decisione.
L’unica cosa che importava da quel momento in poi era che...lui doveva proteggerlo. »
[ ??? ] « ...Dirk...svegliati »