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Marzemino?
Le venti giornate dell’agricoltura e de’ piaceri della villa di Agostino Gallo nobile bresciano. anno del signore 1775 – Quali viti sono migliori tra noi per fare delle uve assai?– Lodo primamente che si piantino quelle che dicono le uve groppelle nere morbide, per renderne più delle di più uve gentili, le quali stanno bene accompagnate con tutte le altre che uve nere e bianche. Vero è che le…
MARZEMINO Y PINOT GRIGIO. ¿Qué conoces de estas cepas?
MARZEMINO Y PINOT GRIGIO. ¿Qué conoces de estas cepas?
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Alto Marzipan
Massive sweaty, poopy bottle-funk on first pour, a delicious nod to old Italian but blowing off into bright Jolly Rancher watermelon hard candy tinged with green tips of vegetal. At the core, dark berry sulks from a glass headed far more garnet than ruby. Still and calm in the mouth, dirty Pepsi muddiness controlling acidic strawberry and apricot. Citrus wash eases light tannin into perspective,…
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#TreVigne #Fezzardi Capito casualmente in questa oasi, vicino a #Lonato, una chiesetta nel nulla, una cantina, un agriturismo con annessa cantina. #MadonnadellaScoperta, non poteva esserci un nome più adatto. Tre vigne, tre uve, riconoso il #Marzemino, forse della Molinara. Grande il frutto, una bacca scura, il classico mirtillo fa il paio stranamente con ricordi di prugna. Potrebbe regalare delle sorprese tra 5 anni. Lo abbino con hamburger di razza marchigiana, #carciofi spinosi sardi, asparagi croccanti. Può essere bevuto anche da solo, meglio se in un giorno freddo, di primavera, che minaccia pioggia. #Spring #Wine #Italy #Magic https://www.instagram.com/p/Cb8SiUnoGdJ/?utm_medium=tumblr
Monte Cillario Vini: Valpolicella da conoscere. Grandi vini da degustare… 🍷🍷🍷 Un piacevole incontro quello di oggi con Gian Emilio Marchesini ed il giovane enologo Enrico. Sarà una grande annata…?? Probabilmente sì! Incrociamo le dita 🤞🤞🤞 * Evviva la vite, evviva il buon vino… #montecillariovini #amarone #ripasso #merlot #marzemino #chardonnay #verona #marchesinifamily #marchesinifamilywinery #winetravelling #sommelierlifestyle #culturagroalimentare (presso Verona, Italy) https://www.instagram.com/p/CTaUb5gj3SP/?utm_medium=tumblr
Barbaterre Besméin Capolegh Marzemino dell’Emilia Igt 2018 🍓🌸🍾 • • • • • • • • • Petnat di sorprendente grazia e finezza , incalzante sapido preciso ma anche carezzevole di fragole melograno e lamponi, finale pepato balsamico, sbarazzino ma per niente banale • • • #marzemino #barbaterre #emilia #besmeincampolegh #canossa #biocantina #organic #biologico #petnat #vinonaturale (presso Barbaterre Cantina e Agriturismo) https://www.instagram.com/p/CMhAFKwrXQD/?igshid=1iw5jk1dc52ns
Il vino e gli abbinamenti regione per regione.
Il vino e gli abbinamenti regione per regione.
Il Trentino-Alto Adige come il Friuli-Venezia-Giulia hanno caratteristiche simili producono buon vino e si affidano a una cucina bucolica e allo stesso tempo raffinata. La lepre alla Trentina si fa con il vino “marzemino di Isera”, che fu definito dal grande Mozart un vino “sublime e delicato”.” Nel camoscio alla tirolese” si usa un vino (Pinot nero o Blauburgunder) come pure l’aceto. Nel capriolo in salsa di mirtilli viene adoperato prevalentamente il cabernet, come per il cavolo rosso. Nelle “tagliatelle smalzate e vitello” classico piatto di Trento, si usa il Pinot Bianco. Nei “fiadoni” e negli “zelten“”, specialità da dessert, entra la grappa o altro liquore. Nel “Cialzons” o agnolotti della Carnia viene suggerito l’uso del Cognac.
Alpi Giulie
Nelle Alpi giulie si fa il “capriolo in salmi” in un modo per lo meno inconsueto: lo si tiene a macerare per tre giorni nel vino bianco, non nel rosso (viene adoperato il tocai friulano). Lo stesso procedimento è usato per il” cervo in paiz “. Il classico dolce Friulano e goriziano detto “gubana” non è tale se non si lavora con l’impiego di grappa. Per i “Presnitz“, dolce di Trieste, si indica il vino di Cipro, secondo l’antica tradizione delle Repubbliche marinare. Se non fosse troppo caro, si potrebbe consigliare l’impiego, nei dolci, del Picolit al posto del vino di Cipro; ma questo vino friulano, la cui produzione è scarsa, sembra diventato una specie di araba fenice. Ci si può accontentare di un Traminer, di un Verduzzo o di un Pinot grigio.
Veneto
Nel Veneto troviamo un uso notevole di vino e una grande varietà di piatti. La “Pastissada de cavolo” veronese, che prevalentemente si realizza con la carne di manzo, viene usato mezzo litro di vino rosso (Amarone o Valpolicella classico); lo stesso dicasi per la “pastissada de manzo coi gnocchi“. In fatto di appetitosi pasticci, va preso atto che il vino bianco rende buona la “polenta pastissada”.
Nei vari risotti veneti, da quello alla chioggiotta con il pesce “Ghiozzo della Laguna” al risotto di seppie e scampi, la tradizione esige l’aggiunta di vino bianco Soave di solito. La “faraona al vino rosso” dice da sola le sue intenzioni Cabernet del Piave o di pramaggiore oppure il raffinato Venegazzù. Diciamo che l’impiego del vino in cucina è molto diffuso, essendo l’Italia assieme alla Francia un grande produttore. Devo ammettere che al Nord è più diffuso, mentre al sud man mano che si scende cala la produzione. In Emilia-Romagna gli “gnocchi alla parmigiana” richiedono di adoperare la grappa. Le lasagne al forno alla ferrarese vogliono un bianco del Veneto, mentre il “pasticcio di Cappelletti alla reggiana” si appoggia come rinforzo al Marsala.
Nel “Ragù alla Bolognese” è di prammatica l’uso di mezzo bicchiere di vino rosso, ma non viene indicato quale. Ed è una mancanza di non lieve conto, visto che si tratta della salsa italiana più famosa. Ci vorrà il San Giovese di Romagna oppure il Gutturnio dei Colli piacentini. Per il “ragù alla romagnola” gli esperti di quella cucina indicano il marsala. Anche questa versione ci lascia perplessi: prediligiamo un San Giovese strutturato delle Rocche oppure un Barbaresco.
Lo “storione in umido alla ferrarese” si avvale di un mezzo litro di vino bianco. Il cappone ripieno alla Manfreda si tiene caro il marsala Secco, come la costoletta alla modenese. I modenesi affezionati al loro classico vino propongono il Lambrusco secco per il “cotechino in galera“, esaltato da molti gastronomi emiliani.
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