V: Parlando con le persone, ti rendi subito conto della differenza tra coloro che intendono realmente riprendersi la propria vita in mano rispetto a quelli più interessati a forme classiche della politica. La gente come noi pensa che il movimento è già cominciato, mentre gli altri stanno sempre lì ad aspettare che inizi. Dicono "aspettate prima dobbiamo avere una buona immagine sui media, dobbiamo guadagnare in credibilità, essere più numerosi…”. Noi, invece, preferiamo costruire momenti in cui il capitalismo, la polizia, non hanno posto. Se inizi ad agire ora, la gente verrà. Y: Non crediamo alla rivoluzione come qualcosa che deve arrivare, la rivoluzione la fai ogni giorno, nel quotidiano. Non bisogna mica aspettare che la gente esca per strada, così, spontaneamente. V: In ogni caso il “gran giorno” non esiste! Si tratta di aprire spazi, creare relazioni in cui il denaro e i valori della società capitalista non hanno banco, come alla Zad7. L: Poi ovviamente è impossibile aprire spazi in cui il capitalismo non abbia spazio in assoluto: come ti vesti, quello che mangi, siamo noi stessi impregnati di tutto questo, le scarpe che compriamo basta che ci guardiamo i piedi… Sarà difficile cambiare.
Compagn* di MILI-Paris
Un dialogo invocato da govani compagn* che vogliono e devono essere ascoltat*







