La verità è che senza tanti migranti disperati, sfruttati e lasciati morire nei campi, i pomodori sui nostri tavoli costerebbero almeno il doppio e i nostri salari sarebbero ancora più insufficienti.
La verità è che non si tratta di mettere qualcuno in carcere dopo aver fatto finta per tutto il tempo di non vedere.
La morte di Satnam Singh, lavoratore indiano lasciato morire dissanguato nelle campagne di Latina è il segno dell'inumanità di un sistema di cui il singolo caporale è solo un agente.
Non basta mettere qualche nuova regola o applicare la legge con punizioni esemplari ed estemporanee.
Questa non è una semplice questione di legalità.
Questa è una complessa questione di giustizia.
Piccola storia dell’espansione del capitale e della chiusura delle frontiere
Non basta togliere una macchia e andare avanti come se niente fosse o fosse stato.
Troppo facile individuare il capro espiatorio e sentirsi tutti assolti e irresponsabili.
Se davvero si vuole cambiare qualcosa, bisogna impegnarsi per cambiare sistema e prendersi le proprie responsabilità.
Altrimenti le morti nei campi di lavoratori in stato di semi-schiavitù dovranno essere considerate dei semplici effetti collaterali di un sistema basato sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, e sarebbe il caso di smetterla di fingere di indignarci.