Rinviare le azioni fa parte di me. So reagire all'urgenza, se viene da fuori, ma, se non ho una scadenza, addio. Non è solo pigrizia, come sembra all'esterno. A volte si tratta delle classiche cose che uno deve fare senza voglia, come pagare una tassa. Altre volte, invece, ho solo bisogno di cucinarle un po', le mie cose, di farle borbottare in pentola come fossero il ragù napoletano o i fagioli. Di solito, sono cose a cui tengo parecchio.
Faccio come fanno gli sciatori, prima di una gara. Chi l'ha visto sa già a cosa mi riferisco. Stanno lì, fermi nel parterre, senza ancora gli sci agganciati agli scarponi, e 'visualizzano' il percorso: muovono la testa e il busto a destra e a sinistra, simulando mentalmente il gesto atletico che stanno per compiere, immaginando le traiettorie migliori da prendere. Io faccio così.
In questi giorni ho pensato a un paio di cose che vorrei scrivere qui, vorrei parlare di lacrime e di vento. Penso anche di avere una citazione o due da postare, di quelle che valgono per me. E devo pure correggere i tag dei miei post, che sono un po' incasinati, ma ora ho capito come si fa.
Lo farò. Ora no, sono stanco, e la pentola deve borbottare ancora un po'... sennò, il ragù non viene bene.