MUDIMBI - IL MAGO 🩵
festival di Sanremo 2018

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MUDIMBI - IL MAGO 🩵
festival di Sanremo 2018
Btw remember this
"Una Vita Intera: questa è una canzone che descrive l'equilibrio interiore che si genera quando sai quello che vuoi da chi hai scelto. Anzi, lo desideri con tutto te stesso. Perché sei sicuro di quello che hai davanti. Sei sicuro dell'amore che provi e sei sicuro che quella persona è e sarà per sempre la tua strada. Quando provi questo tipo di amore allora puoi scavalcare ogni muro e affrontare ogni tipo di difficoltà, perché quando tutto è trasparente allora diventi molto più forte." Fabrizio Moro
"Una Vita Intera: this song describes the inner balance created when you know what you want from whom you chose. In fact you want it with all your whole being. Because you're sure of what you have in front of you, you're sure of the love you feel and you're sure that that person will and will forever be your road. When you feel this kind of love you can climb over any wall and face every kind of hardship, because when everything is transparent then you become much stronger" Fabrizio Moro
Annalisa -- Il Mondo Prima di Te (Sanremo 2018)
"E siamo montagne a picco sul mare, dal punto più alto impariamo a volare..."
"And we're mountains overlooking the sea, from the highest point we learn to fly..."
First, I'm going to apologize to all the fans of Non mi avete fatto niente--it's my runner-up of Eurovision 2018 and in Sanremo too (recently, I watched all the songs of that edition, and the top three was just about right). Despite Non mi avete fatto niente's power in its lyrics and message, one song just clicked with me...
...and I found about it after the 2018 contest.
Il Mondo Prima di Te is a classic ballad (and not too creative in comparison to NMAFN and Una vita in vacanza, the runner-up), but it more than makes up for it with its storytelling and the sincerity Annalisa injects into it. Telling a story of a love let go, it has such beautiful images such as two flowers sprouting from a similar root, and has a sweetness towards it all, despite the sadness. It builds fantastically from verse to chorus, before it tempers a bit for the bridge.
The studio cut is quite solid, but I think the Sanremo performance is even better. The strings elevate the song from what it was, and add so much drama to it, especially during the second chorus. Annalisa is a fantastic singer, and she puts it all into the show. So I think the jury would've really responded to this in 2018, but I'm not sure about the televote.
But the important question is--why would've this been my all-time favorite Eurovision song had it won? Let me count the ways:
--It has a beautiful melody, which gets you from the beginning and doesn't let go. --It's a familiar story told in a very nuanced way. Parting is really sad, but there's a bit of sweetness due to what memories are left. --Annalisa is a consummate performer, able to control her voice and switch genres on the top of a hat.
And thus..it would've dethroned Oniro Mou as my winner of 2018. (And I won't have to worry about a studio cut going bad live, haha)
Luca Barbarossa cantautore gentile: il dialetto è la lingua della verità. / Il Bullone - OrianaG
Pubblicato su Il Bullone n° 23, marzo 2018.
Il primo tentativo di contatto, durante la settimana del Festival a Sanremo, fallisce. E forse è meglio così, troppa confusione, troppa fretta. L’occasione si ripresenta con calma, a bocce ormai ferme, quasi un mese dopo. Fa un freddo epocale, nevica ovunque in quantità storiche e Luca Barbarossa deve arrivare a Milano in treno da Roma (il giorno prima si sono registrati ritardi fino a otto ore, NB). Secondo una preoccupata e premurosa Marcella (responsabile ufficio stampa), anche il secondo tentativo rischia di fallire. Ma decidiamo di sperare, e rimaniamo d’accordo di tenerci aggiornate praticamente in diretta. Poco dopo le 16 arriva il messaggio di conferma. Appuntamento alle 18 in Feltrinelli. Luca è già sul palco, davanti a una tazza di tè caldo. «Vuoi qualcosa?», mi chiede subito dopo esserci presentati. Rifiuto la proposta, ringrazio e vado avanti. «Io vorrei iniziare dai regali, ti va?» e gli consegno una copia del nostro libro, insieme a qualcuno degli ultimi numeri del Bullone. Sfoglia entrambi con sincera curiosità, la grafica precisa e professionale del Bullone lo stupisce. «Ma allora fate sul serio!». Abbiamo più o meno venti minuti prima che inizi la presentazione del disco. Iniziamo.
La Nazionale Cantanti quest’anno al Festival è stata largamente rappresentata, e in più avete sbancato (Miglior testo a Barbarossa e Ultimo, primo posto a Ultimo tra i giovani, a Ermal Meta e Fabrizio Moro tra i big, miglior interpretazione a Pacifico, NB). Siete riusciti a fare squadra anche a Sanremo? «In realtà poco. A Sanremo ognuno gioca la propria partita, abbiamo orari di convocazione in teatro diversi a seconda della scaletta e cerchi di concentrarti nel tempo che hai in camerino. Quasi ti dimentichi di essere lì per cantare durante il giorno, rimbalzato come sei da un’intervista all’altra. Anche se quest’anno il grande gioco di squadra l’ha davvero fatto la musica, c’era aria di festa ovunque, e Baglioni è stato un grande capitano».
Quest’anno sul podio il più “vecchio” era Fabrizio Moro, 42 anni. Cosa pensi di questo passaggio generazionale, iniziato a Sanremo l’anno scorso con Meta e Gabbani sul podio? «Credo che i "trentenni in corso” siano una bella sorpresa. . Anche se credo che la musica bella non la faccia l’età. Se la canzone è bella, che importa l’età dell’autore? Vedo una bella varietà, dal cantautorato ai giovani rapper, ci sono dei bei testi, delle belle voci».
Parlando di testi, con “Passame er sale” hai portato per la prima volta il romanesco a Sanremo. Racconteresti qualcosa del tuo album “Roma è de tutti”? «È una prima volta di cui sono molto contento. Si era visto il napoletano, più di una volta, persino il laghè di Van De Sfross, ma il romanesco mai. Il dialetto è la lingua della verità. Quando ci arrabbiamo, o quando parliamo a chi vogliamo bene ‘o famo ’n dialetto, come quando quello che devi dire è profondo, importante, sincero. La scrittura dei pezzi è stata diretta, immediata, quasi senza correzioni. In più, il romanesco ha il grande vantaggio, a differenza di altri dialetti, di essere leggibile da chiunque. Come Roma “è de tutti”, così è anche la sua lingua, che ha veramente pochissimi termini non comprensibili ai non romani».
Sono le 18:26 e Luca prende il suo cellulare, inizia una diretta Facebook e l’intervistata divento io. Introduce con entusiasmo Il Bullone e i B.livers ai suoi affezionati, fan e ascoltatori di Radio2SocialClub; mi fa raccontare dove si può trovare il giornale, come si può contribuire ai progetti e alle attività. Il nostro tempo “in esclusiva” finisce, la presentazione inizia.
Luca racconta la storia del disco, e di alcune canzoni in particolare, che suona dal vivo, voce e chitarra. “La pennica”, l’abitudine tipicamente romana del pisolino dopo pranzo, di cui consiglia caldamente la pratica anche alla popolazione milanese; “Se penso a te”, la storia di un detenuto al Regina Coeli che si suicida perché il suo amore fuori gli manca troppo (storia ispirata alla sua esperienza come tutor di “Racconti da carcere”, progetto di scrittura e narrativa nelle carceri di Rebibbia e Regina Coeli); “La dieta”, ricettario romano di cucina e d’amore…
“Roma è de tutti” è una dichiarazione d’amore, un concentrato di romanità che intenerisce chi a Roma è di casa, e incuriosisce chi ancora non lo è. E quel pezzettino, neanche troppo nascosto, della sottoscritta che “romano ce se sente” non resiste alla tentazione di avere una copia del cd autografata. In fila insieme agli altri, le storie intercettate sono tante, come sempre succede con i fan storici. Una in particolare colpisce: una ragazza accompagnata dal marito, consegna a Luca una lettera che gli aveva scritto da ragazzina, con l’intenzione, mai concretizzata, di spedirla a Cioè (rivista per adolescenti celebre negli anni 80/90). Il cantautore non resiste, e fa partire un’altra diretta.
Una volta li chiamavano cantastorie, adesso si chiamano cantautori. Grazie Luca, a presto.
Comunque ora ho i flashback di guerra del festival del 2018 dopo il quale avevo scritto talmente tante Metamoro (si @themetamorosnsquadtwins ero io + c’era ao3) che non me le ricordo manco tutte what a wild ride
10 Febbraio 2018❤️