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UNA VOLTA HO SCRITTO DUE COSE
Non importa quali e dove.
La prima la scrissi tanti anni fa - tredici - e a mia discolpa posso dire che ero un individuo profondamente diverso, più rabbioso e ipergiudicante, ma di fatto questa cosa scatenò tutta una serie di reazioni nei confronti di una persona che fu costretta a sparire per il pubblico lubidrio.
Io ero già 'famoso' - le virgolette vi dicono quanta compassione mi faccio solo a usarlo, questo aggettivo - e questa persona una perfetta sconosciuta che, non si era forse comportata in modo simpatico ma lo squilibrio tra la mia capacità di insultarla - e soprattutto farla insultare - e la sua capacità di difendersi era ENORME.
Tre anni fa, quasi quattro, invece, in pieno Covid decisi di affrontare l'argomento pandemia e vaccino su una pagina FB creata all'uopo e lì potei toccare con mano lo squilibrio tra me e loro... nel senso che di sicuro io ero più competente ma loro erano di più e quindi mi ritrovai, fisicamente, a non riuscire più nemmeno a rispondere o interagire perché gli insulti, le accuse e gli auguri di morte erano così variegati e numerosi che cominciai a provare sconforto e, a tratti, amarezza.
Sia 13 anni fa come 3 anni fa l'errore fu tutto mio, nel senso che mi illusi di avere una verità più vera di quella di altri e che alla fine questa verità avrebbe prevalso.
Verità...
La stessa parola che hanno usato Selvaggia Lucarelli e Lorenzo Biagiarelli, per amor di ricerca della quale hanno massacrato mediaticamente una poveraccia che voleva fare pubblicità al suo locale con una recensione gay friendly farlocca e che poi s'è ammazzata per la disperazione.
Una cosa la voglio dire, a voi tutti, me 'famoso' compreso...
Non siamo così importanti.
Io sono un cinquantenne sovrappeso che guadagna 1300 euro al mese e si sveglia urlando nel mezzo della notte. Nei prossimi vent'anni probabilmente mi verrà un tumore o un accidente cerebrovascolare e prego già da ora Crom di farmi schiattare alla svelta per non diventare un doloroso peso per le persone che amo. Magari un giorno vi chiederete perché non posto più e qualcuno vi dirà che sono morto dilaniato tra le lamiere della mia macchina dopo esser volato giù da un monte.
Dove sarà tutta la mia 'importanza' e a che cosa sarà servita?
Quindi, per cortesia, non parlatemi di 'ricerca della verità' quando non siete altro che dei miserevoli strisciaschermo con due o tremila follower che usano il pollice opponibile giusto per afferrarsi le caccole in fondo al naso.
Giornalismo di inchiesta e ricerca della verità... Mauro de Mauro e Heidegger si stanno rigirando così tanto nella tomba da aver perforato la crosta terrestre e io a quegli ignobili individui vorrei dire una cosa, consapevole che lo squilibrio di potere tra me e loro è così grande da non temere che abbiano a soffrirne.
Il giornalismo di inchiesta e la ricerca della verità si fanno per denunciare grandi ingiustizie e schierarsi dalla parte delle vittime, mentre voi siete solo frignanti individui meschini che neghereste di aver rubato la marmellata pure se vi colasse dalle orecchie.
Se per le masse siete quel tipo di eroi, allora ricordate di tenere sempre il passo e di non cedere mai perché la vostra gente ha coltelli, forchette e tanta fame... ed è un attimo che il prossimo pasto diventiate voi.
Funziona un po' come le difese dell'Io. La negazione la fa da padrona mentre si porta avanti l'irrazionale. Tutto è spiegabile eppure niente ha senso.
La mente arriva dove può. I paraculi dove riescono. I venduti dove conviene. Gli ipocriti dove pagano.
Comunque Selvaggia Lucarelli è proprio la feccia della nostra Italia.
Attacca tutti solo per emergere lei, solo lei... La fantastica Selvaggia. 🤦🏻♂️
Una brutta persona!
Per Selvaggia Lucarelli “qualcosa non torna sul caso di Carlotta Rossignoli” e fa molto bene a indagare. Le suggerirei di metterci poi altrettanta meritoria acribia nell’indagare, però, come il suo già apprezzato (quando era a “il Fatto”) Giuseppe Conte passò tra il 2018 e il 2002 da Cultore della materia a Docente ordinario, una scalata in quattro anni mai riuscita ad alcuno. Certo, stiamo parlando dell’Einstein del diritto, ma non si è mai visto che si passi da cultore a ricercatore (2018), da ricercatore a associato (2000), da associato a ordinario (2002) nei tempi minimi di legge (due anni ogni volta e da verificare nelle scadenze) e, più o meno, con le stesse pubblicazioni “scientifiche”! Qualcuno rileva che nel 2002 – nel mentre all’università Luigi Vanvitelli di Salerno si teneva il concorso che dà la carica di ordinario a Conte – Guido Alpa, presidente di commissione, condivideva con il suo pupillo Conte la stessa sede di lavoro in via Sardegna, a Roma. Qui c’è solo quel piccolo problema, che le università non concedono l’accesso agli atti dei concorsi…
E' una malattia crudele che rade al suolo il futuro, inebetisce il presente, lascia in piedi qualche edificio del passato. Mescola il tempo e le sequenze, si colloca nell’oggi un viaggio fatto da bambini, si ricorda un viaggio che non si è fatto mai, si descrive un ritorno da un luogo che non esiste. Succede, nella prima fase dell’Alzheimer, che si entri spesso in conflitto con il malato, che si finga che sia ancora una persona un po’ confusa, distratta, che il malato sia un interlocutore normale e (si pensa) come tale vada trattato. È un meccanismo di negazione ingenuo e potente. E in quella discussione si cerca di difendere non la verità, ma il malato, l’idea che esista ancora così come era ieri».
Corriere.it
"Appaiono, in questi tempi bui, come un lampo di sesso e speranza. [...] Damiano che guarda negli occhi Manuel, mentore-maestro-amante, non importa, non importa più cosa è vero e cosa ci fanno credere quei due." Selvaggia Lucarelli
Voglio esserci quando gli hater di Selvaggia Lucarelli scopriranno che il monologo antimonologhi di Sabrina Ferilli che hanno tanto amato l’ha scritto Selvaggia Lucarelli