Che senso ha vivere se non posso più stringerti la mano, che senso ha vivere se non posso più darti la forza, dicevi che io ero la tua forza… che senso ha vivere se non posso più cucinare con te e commentare i piatti di Benedetta Parodi, che senso ha? Con chi cucino adesso? A chi prendo i fazzoletti? Chi mi stringe come facevi tu? Chi pulisce se tu non sporchi? Chi mi chiama? A chi do i farmaci? A chi dico che ho mal di stomaco? Lo so che non vuoi vedermi così, lo so che soffrivi io soffrivo più di te, mi sentivo di morire anch’io perché non potevo aiutarti, non potevo fare nulla perché qualsiasi cosa non sarebbe servita. Ma io mi chiedo, adesso se c’è qualcuno che ti misura la pressione? Io ora a chi lo faccio? A chi faccio l’infermiera? E se studio, io con chi ripasso? A chi spiego tutte quelle cose strane? Sei stato mio nonno, ma sei stato anche mio padre, mia nonna, mia mamma e soprattutto il mio migliore amico. Te lo ricordi? Ti dicevo sempre tutto e tu mi ascoltavi e anch’io ti ascoltavo sempre, vivevo quando mi parlavi della tua storia e della tua vita. Ma adesso chi mi dice di mettere le scarpe basse? Chi mi dice di non uscire con la pancia scoperta? Chi mi dice di bere l’ananas per i capelli? Chi mi dice di non colorarli più? Chi mi dice che i piercing sono brutti? Chi lo farà? Ti prego, non abbandonarmi mai, sei la mia anima. Vivevo quando ti vedevo, ora come vivo?

















