Storia Di Musica #434 - This Will Destroy You, This Will Destroy You, 2008
Per il mese di Luglio ho scelto quattro dischi di un genere che è stato già presente nella Rubrica, il post rock. Ma stavolta voglio concentrare il racconto su un sub genere molto affascinante, cioè il post rock strumentale, che ha avuto una piccola notorietà negli ultimi anni per la sua capacità, mi piace dire ossimorica, di trasmettere la tensione dei giorni moderni, le sue contraddizioni, l'incomunicabilità attraverso musica senza parole, e quando una parte vocale c'è, è usata come uno strumento aggiunto. La definizione di post rock la diede Simon Reynolds, giornalista che scriveva di musica per il Melody Maker e per The Wire: la usò per definire la musica di band come i Bark Psychosis e definiva una specifica tendenza della scena underground britannica nei primi anni '90. Anziché puntare sulla tradizionale "forma canzone" guidata dalla chitarra elettrica, questi artisti utilizzavano strumenti rock convenzionali per creare atmosfere astratte, usando tecniche derivate dalla musica elettronica, dal dub, dall'ambient e dall'avanguardia. Nel tempo la definizione si è allargata e modificata, e i gruppi strumentali sono diventati un pilastro del genere: si tende ad abbandonare la classica struttura strofa-ritornello a favore di composizioni lunghe e lineari, basate su progressive dinamiche di tensione e rilascio che sfociano spesso in finali catartici ed epici, le chitarre non eseguono i classici assoli, ma creano trame e atmosfere usando pesanti effetti di delay, reverbero e loop station, le canzoni sono vere e proprie storie prive di parole, con andamenti lineari che ricordano le colonne sonore cinematografiche.
La band di oggi è una delle protagoniste della seconda andata, più o meno agli inizi degli anni 2000. Nascono in Texas quando i chitarristi Jeremy Galindo e Christopher Royal King, il bassista Raymond Brown e il batterista Andrew Miller si conoscono tramite amici comuni, avevano suonato insieme in varie band diverse durante il liceo prima che la formazione fosse definitiva intorno al 2002. All'inizio si ispirano ai Radiohead e Galindo canta, ma per loro stessa ammissione, non sono convinti del risultati, e per gioco iniziano a suonare musica strumentale, che convince di più. Come nome provvisorio scelgono quello di una loro composizione, This Will Destroy You, pur considerandolo orribbile, ma in una intervista King disse: "Dovrebbe essere un po' sgradevole. C'è qualcosa di affascinante nel fatto che la gente ti odi automaticamente prima ancora che tu suoni. Arriva al punto di essere eccessivamente sgradevole. Attira l'attenzione e immagino che la gente lo ascolterà, anche se lo detesta."
Nel 2005 autoproducono Young Mountain, il loro primo disco, che vendevano su CD copiati da loro stessi dopo i concerti. I commenti dei partecipanti ai loro show sono entusiasti, e il passaparola spinse a contattarli via internet da Brent Eyestone, proprietario della Magic Bullet Records, il quale ha chiesto loro di contribuire con un brano alla compilation It Came From The Hills Vol. 1 della sua etichetta. La Magic Bullet Records ristampa Young Mountain, che ottiene critiche entusiaste e accende una luce su questa band. Che si trova ad un bivio: il primo lavoro per la nuova etichetta inizia nel peggiore dei modi. Galindo si deve fermare per il Morbo di Crohn, gli altri componenti per studio e lavoro sono distanti e non riescono a provare insieme, tanto che la gestazione del secondo disco è lunghissima. Registrano con continuità solo dal 2007 con il produttore John Congleton negli studi di registrazione del Texas di proprietà della leggenda della country music Willie Nelson.
This Will Destroy You esce nel 2008 e presenta una band che è capace di descrivere paesaggi sonori particolarissimi, sette tracce di sublimi e lentissime ondate sonore, i This Will Destroy You sanno suscitare emozioni e invogliano l'ascoltatore a esplorare sonorità e territori al di fuori della sua zona di comfort. Spettacolare a tal proposito è Villa Del Refugio, sette minuti di drone fluttuante che ondeggia tra elettronica d'avanguardia e una ballata rock tradizionale. A Three-Legged Workhorse e They Move On Tracks Of Never-Ending Light aggiungono ritmi aggiuntivi alle note tenute e ai gemiti prolungati delle chitarre. Poche bandriescono a estrarre una tale persistente e deliziosa intensità dagli elementi più semplici: due chitarre, basso e batteria. Spiccano anche la sontuosa Threads e la travolgente traccia conclusiva Burial On The Presidio Banks, una canzone del disco, The Mighty Rio Grande che dura oltre 11 minuti, verrà usata nei film Moneyball (2011) e Room (2015, fortissimo thriller psicologico con Brie Larson che ottenne per la sua parte l'Oscar come miglior attrice protagonista), e nella serie TV ispirata alla famosa saga cinematografica di Arma Letale.
Raymond Brown, uno dei fondatori e bassista, lascia la band per continuare la sua carriera di medico. Verrà sostituito da Donovan Jones. Nel 2008 saranno anche in tour in Europa, dove inizieranno a costruirsi un piccolo ma agguerrito nucleo di appassionati, che continua ancora oggi ad essere fervente a quasi vent'anni da questo disco storico per il genere. Fan che sono affascinati dall'evidente padronanza di questo linguaggio senza parole da parte del quartetto, che ha un nome un po' così, ma tutto il resto funziona niente male.