Oggi era previsto un tifone forza 6 che ha portato molte aziende (tra cui la mia) a suggerire caldamente di lavorare da casa.
Ovviamente, i due capisaldi del team di ticketing dei biglietti dei treni/taxi/rental car ecc. del mio dipartimento se ne sono sbattute il cazzo e sono andate lo stesso (anche se alla fine i ticket hanno detto che non li avrebbero stampati per tutta la giornata - anche se alla fine a fine giornata qualcuno l'hanno fatto). Tutti gli altri o se la sono chiamata di ferie o sono andati più tardi (il picco del tifone era di mattina).
Anche 2 anni fa, appena assunta era successa la stessa cosa: era previsto un brutto tifone e ci misero tutti in smart. Allora ero ancora in periodo di prova e in teoria non avrei potuto fare smart e, poiché avevo cambiato azienda anche e soprattutto per quello perché vivendo lontano lo bramavo come poche cose al mondo, quel momento fu di gioia e gratitudine pura.
Nuovo amichetto giapponese che lavora nel mondo IT al mio "mi sa che domani però la linea farà schifo", mi fa:"Devi per forza tenere la camera accesa?" E io gli faccio:"No io la camera non ce l'ho MAI accesa".
Questa cosa mi ha fatto ricordare di quando ero anche io in un'azienda giapponese IT e di tutte quelle cazzate che mi hanno fatto fare come quella dei "saluti mattutini" tutti i giorni con camera annessa perché dovevano accertarsi che tutti avessimo addosso la camicia bianca pronti per un eventuale colloquio con un cliente. Follia.
A volte mi lamento della mia attuale azienda per i troppi straordinari che facciamo e tutte le cose troppo giapponesi che ha, nonostante dovrebbe essere un'azienda europea. Poi ci sono questi momenti in cui mi guardo un attimo indietro e mi rendo conto che devo sempre ricordare a me stessa del culo sfacciato che ho a stare qui, considerando il paese in cui si trova.
















