Ma credimi, i più poveri che ho mai conosciuto, sono quelli che hanno solo i soldi.
Tolo tolo- Checco Zalone
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Ma credimi, i più poveri che ho mai conosciuto, sono quelli che hanno solo i soldi.
Tolo tolo- Checco Zalone
“Ma credimi, i più poveri che ho mai conosciuto, sono quelli che hanno solo i soldi”
-Tolo tolo
Tolo Tolo
Politicamente scorretto, dalla battuta pronta ma non sempre esilarante, sei diventato la pietra miliare del cinema italiano a meno di 24 ore dall’uscita in sala.
Un nuovo record al botteghino che ha riportato in sala chi probabilmente non frequentava il cinema dal 2016, anno d'uscita di “Quo Vado?”. Sei è uno specchio ribaltato, la maschera di Checco usa l'ironia per giocare con i problemi noti, con vizi e pregiudizi infondati che riempiono le notizie e delle quali, spesso, non facciamo neanche più caso. Scritto da Luca Medici (in arte Zalone) e Paolo Virzì, rappresenti la nuova commedia italiana, con un notevole tocco di demenzialità. Divisa in 3 parti, affidi apertura e chiusura al territorio italiano, ma il cuore è nei toni caldi dei colori africani, in cui il protagonista fugge per allontanarsi dai debitori, dalle tasse e sceglie di ripercorrere con sfacciata superficialità le disavventure e le difficoltà del viaggio da migrante, dopo un qui pro quo a seguito di un attacco terroristico. Sketch e dialoghi che citano l'italianità della commedia di Sordi e di Scola, si tinge di grottesco nelle esplosioni di “fascismo”, una malattia tipica dell'italiano medio e come dissentire o allontanarsi da clichés e stereotipi che riempiono i TG e le chiacchiere da bar?
Un bambino che sopravvive al naufragio del barcone perché Zalone, in Africa, gli ha insegnato a nuotare (o meglio dire, restare a galla) solo solo, “Tolo Tolo”, rappresenta la centralità di una morale da decifrare sotto tonnellate di superficiale, critico cinismo e demenzialità, ma del resto i numeri dimostrano che il successo di Zalone sta proprio nella sua bieca ignoranza eccentrica ed eccessiva. 90 minuti di spettacolo che certamente non fanno onore al linguaggio cinematografico, difatti manca una regia in grado di raccontare con autorialità una storia di eccessi. Eppure c'è del profetico nel papa nero e nella nazionale in azzurro composta da calciatori neri, due immagini suggestive in grado di far sembrare vicine ipotesi apparentemente lontane, ma non per questo irrealizzabili.
TOLO TOLO
Se pure non è esattamente il mio genere - e a tal proposito consiglio vivamente la visione di un film straordinario e straziante come Sorry, we missed you di Ken Loach - Tolo tolo è comunque un film che vale la pena vedere. Racconta in modo ironico, leggero una parte di Italia, quella dei pregiudizi nei confronti del diverso, degli evasori, dei furbi, degli ignoranti. Zalone impersona questo italiano, troppo preso dai vestiti firmati, dai soldi e troppo poco dall'umanità che gli gira intorno, in particolare quando questa umanità ha un colore della pelle diverso dalla sua. È un film che tratta di immigrazione, di amore, di sofferenza e di dolore. Un film che fa riflettere o dovrebbe far riflettere.
Alla fine del film è inevitabile il pensiero nei confronti di certi sovranisti, che dopo aver dichiarato di volere Zalone senatore a vita, dopo avergli fatto fare il botto il giorno che il film è uscito, pensando di vedere la trama di un film che invece era solo nelle loro teste, ora sono silenti dalla figura barbina che fanno nel film.
Si perché il film prende in giro proprio loro, e in questo Zalone è stato un genio.
Tolo Tolo
Premessa introduttiva: con Checco Zalone ho un rapporto conflittuale. Da un lato lo trovo becero, sciocco, persino fastidioso. Eppure film come "Sole a Catinelle" o "Quo Vado" mi hanno fatto ridere ed avevano persino una morale giusta. Fine della premessa introduttiva.
Qualche giorno fa sono andato a vedere "Tolo Tolo", l'ultimo film di Checco Zalone che prima ancora di uscire aveva creato un bel po' di controversie grazie al video musicale/trailer "Immigrato". Che come ogni buon trailer moderno dice e non dice, spingendoti ad andare al cinema con la domanda “di cosa parla?”. Lasciate che vi spieghi brevemente: Checco è un uomo che, dopo un progetto naufragato rovinosamente, fugge in Africa per rifarsi una vita. Peccato che la situazione politica della nazione (e l'amore) lo costringano a dover intraprendere il viaggio della speranza che tanti immigrati si trovano a dover affrontare, fra mille insidie e pericoli.
Dal trailer immagino pensaste che fosse un altro il tema, vero? Beh, diciamo che il film se la prende e punta il dito verso il malcelato razzismo che alberga in alcune persone attraverso un trailer che porta le persone giuste al cinema per dargli una lezione. Per questo do credito a Zalone che vuole comunicare qualcosa, dietro le risate, situazioni politicamente scorrette, il sarcasmo. Molti lo hanno criticato per l'immagine retrò che da dell'Africa, tutta guerre e povertà, ma si può pensare che sia voluto per aiutare il pubblico a cui è mirato a capire meglio il messaggio. In alcuni casi, soprattutto nella seconda parte del film, la cosa prende una piega stranissima che sembra snaturare il messaggio iniziale di accettazione e contro il razzismo, buttando un po' tutto in caciara.
Inoltre il film ha una struttura semplice fatta di viaggio, storia d'amore, un bambino come spalla. Non che i film di Checco fossero roba alla Christopher Nolan (e nessuno si aspetta questo)! Nel caso di Tolo Tolo, però, ho il sentore che fosse molto voluto, presupponendo che le persone a cui vuole insegnare qualcosa, i suddetti razzisti, siano persone poco brillanti.
Quindi, tirando le somme? In sostanza è un film con un buon messaggio, appropriato per i tempi moderni, forse non divertente come i precedenti ma ha i suoi momenti, con un finale un pochino bizzarro e stridente a mio parere. Non è una visione imprescindibile, a meno che non abbiate un amico che posta Salvini e il Duce su Facebook. In quel caso, fategli vedere il film per vederlo perdere le staffe.
P.S.: questo film ha consolidato in me l'idea che Checco Zalone sia l'Adam Sandler italico. Ne sono completamente convinto.
Box Office Italia: Tolo Tolo vicino ai 35 milioni con gli incassi del 7 gennaio
Il fenomeno #Zalone continua a dominare il #BoxOfficeItalia. Con gli incassi del 7 gennaio il totale di #ToloTolo è balzato ad un passo dai 35 milioni.
Il fenomeno Zalone continua a dominare il Box Office Italia. Con gli incassi del 7 gennaio il totale di Tolo Tolo è balzato ad un passo dai 35 milioni.
Nella giornata appena passata Tolo Tolo ha continuato a macinare incassi straordinari. Ad entrare nelle casse di Medusa Film ieri sono stati 836 mila euro, per un totale monster da 34.92 milioni. La corsa al record di Quo Vado?sembra al momento…
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La recensione di Tolo Tolo: prima regia di Checco Zalone, alias Luca Medici, tra black humor e la migliore tradizione della commedia all'italiana