Serie A l'Inter paga a caro prezzo la vittoria contro il Napoli
L'Inter giocherà a porte chiuse le prossime gare interne del campionato di serie A. Paga a caro prezzo e giustamente gli insulti ai giocatori e tifosi del Napoli. In particolare per gli insulti di razzismo inutili e senza senso, rivolti al giocatore del Napoli, Koulibaly. Dispiace vedere tutto questo in una giornata di festa, apparente, dove tutti gli esseri umani dovrebbero essere tolleranti e degni di essere chiamati uomini. L'Inter e il Napoli hanno giocato una bella partita dove entrambe le squadre avrebbero potuto vincere, forse il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, ma chi ama lo sport sa che il calcio non è una scienza esatta, di certo si sa che vince chi segna più goal rispetto all'avversario. Il Napoli non è riuscito a fare goal l'Inter si. Koulibaly non andava insultato con cori razzisti certo, però l'applauso all'arbitro non è stato consigliato da nessuno, è stata una sua spontanea reazione al fallo e ammonizione fischiata contro. Come anche lo stesso Insigne è caduto nel tranello di Keita, stranamente non ammonito, reagendo e facendosi espellere. Situazioni di campo che possono esserci in una partita cosi importante e dove la posta in palio e grande. La decisione del giudice sportivo di punire la società neroazzurro per intemperanza dei propri tifosi ci sta ed è giusta. Credo però che lo stesso giudice sportivo, dovrebbe punire tutti coloro degli addetti ai lavori che fomentano con le proprie dichiarazioni, violenza, intolleranza, e poca tranquillità in campo dei calciatori e della terna arbitrale. Queste persone prima di ogni altro andrebbe punito e severamente. Altrimenti come dice Allegri e inutile che si parla si parla e alla fine non si fa effettivamente nulla. Hanno voluto il Var, la tecnologia per vedere se era goal o non goal, e tutti gli accorgimenti utili ad evitare di pensare che ci fossero squadre favorite e squadre destinate a subire i soprusi. Tutto questo non è servito a non far parlare senza senno la gente e in particolare gli addetti ai valori. Giusto giocare e non fermarsi, perchè tanto non serve a nulla farlo visto che l'esperienza del passato non è servita a nulla, quindi giochiamo e cominciamo a essere più severi a iniziare dagli addetti ai lavori e proseguendo su quelle testate giornalistiche e giornalisti che con la scusa di raccontare i fatti non fanno altro che fomentare pregiudizi, violenza e dubbi nella regolarità del campionato. La procura federale, i designatori e tutta la Federazione e lega, devono lavorare per rendere nulle tutte queste figure. Affinché domani qualcuno non se esca dicendo che il campionato in hotel o per cori razziali. Read the full article













