Rubo a Roberto Riccardi da FB un pezzo di un suo post, solo la parte che riporta alcuni fatti:
"...1997: la Commissione Bicamerale presieduta da Massimo D'Alema propone la separazione costituzionale delle carriere. Due ruoli distinti, giudicante e requirente, due CSM separati.
Firmatari: D'Alema, Violante, Bassanini, Salvi. 2001: il programma dell'Ulivo la inserisce tra gli obiettivi di governo. 2007: il ministro Mastella, in coalizione con il centrosinistra, presenta un ddl costituzionale per la separazione. Sostenuto dai DS e dalla Margherita. Violante ribadisce: "La separazione è un obiettivo storico della sinistra riformista". Il ddl passa alla Camera. Poi cade il governo Prodi e tutto si ferma.
Non basta. Orlando al Ministero introduce il divieto di passaggio da PM a giudice. Renzi chiede la separazione "come in Europa". 2019, congresso del PD: la mozione Martina, che vince, definisce la separazione delle carriere "ineludibile per garantire la terzietà del giudice". Serracchiani firma e dichiara: "Non possiamo più difendere l'unità della toga come dogma".
Ineludibile. Non opinabile, non auspicabile, non vagamente desiderabile. Ineludibile. Parola del Partito Democratico..."
Ho rubato a Roberto Ricciardi solo questi passaggi, ma il suo post è più complesso e vi invito ad andarvelo a vedere, perché l'elencazione temporale anche dei soli fatti mi produce inquietudine:
ma se voto SI' sono di sinistra perché la sinistra ha sempre sostenuto questa riforma, o se voto NO sono di sinistra perché questa è l'indicazione di voto (tranne il carissimo Marco Rizzo) ?
Sarà prevalentemente la storicità o l'imminenza?
Mannaggia alla weltanshauung e al gatto di schrodinger.