Perché se cadrai io ti rialzerò O mi sdraio qui vicino a te
Clementino, “Quando sono lontano” (via dentrolamiavita)

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@abitolavita
Perché se cadrai io ti rialzerò O mi sdraio qui vicino a te
Clementino, “Quando sono lontano” (via dentrolamiavita)
Come quando ho pianto quando mi hai detto che non ero io quello che stai cercando ed io non sapevo rispondere
Alba (via shewalksinthefire)
Risplendi come l'alba lacrimando ad occhi rossi.
Claver Gold - Soffio di lucidità (via eravamo-re)
Uno beve la propria tristezza e quasi se ne ubriaca.”
Fedor Dostoevskij (via ultra-au)
(we-are-art.com)
Onde evitare malintesi Da sempre non da mesi Io non sono ciò che vedi Tanto meno ciò che credi
Aveva occhi nerissimi fu grazie a lei che capii che il nerissimo può competere con e addirittura di molto battere l’azzurrissimo il bluissimo e, sì pure il meravigliosissimo verdissimo non dirò il suo nome men che meno il suo cognome il suo codice fiscale o la sua città natale – anche perché è ancora viva e potrebbe riconoscersi poi si monta la testa – ma dirò che ripeteva spesso la frase: “non siam mica qui a pettinar le bambole” e quasi sempre fuori contesto aveva il dono di farmi ridere e il dono di farmi dimenticare la mia estrema imbarazzante odiosa mortalità che son due doni a ben vedere che valgono all’incirca come tutto l’oro del mondo “perché scrivi di me al passato?” mi chiedeva “per dare alla poesia un’ aura di malinconia che spacca” rispondevo “ma io sono qui” diceva “e per fortuna sì”
Fu grazie a lei che capii -Guido Catalano. (via iorestoconte)
Mamma me lo diceva sempre se vuoi una vita piena di colori allora i colori ce li devi mettere tu mi diceva che quì il verde non te lo regala nessuno che quì il rosso della passione costa caro il bianco della purezza non si trova facilmente qui c'è solo tanto giallo di invidia ma tu il giallo lascialo al sole e punta tutto sul celeste se vuoi i colori allora ce li devi mettere tu mi diceva usa questo mondo come una tavolozza se non trovi pennelli in giro non aver paura di inventarteli tutto può essere un pennello se guardi bene non aver paura di sporcarti le mani mi diceva mamma che poi quando rientri a casa si possono sempre lavare e non affezionarti troppo alle magliette sporcale pure tanto ricorda, che tutto si può lavare anche loro le lavatrici sai chi le ha inventate? chi ha capito quanto fosse importante sporcarsi! mamma me lo diceva sempre se vuoi la frutta buona devi arrampicarti fin sopra gli alberi e condividi pure la frutta più matura con i passeri di passaggio e non aver paura di cadere non pensarci, punta tutto sul coraggio di rialzarsi! mamma me lo diceva sempre se vuoi le more allora non devi aver paura di buttarti nei rovi.
Gio Evan, Facebook. (via adessodovesei)
Aveva occhi nerissimi fu grazie a lei che capii che il nerissimo può competere con e addirittura di molto battere l’azzurrissimo il bluissimo e, sì pure il meravigliosissimo verdissimo non dirò il suo nome men che meno il suo cognome il suo codice fiscale o la sua città natale – anche perché è ancora viva e potrebbe riconoscersi poi si monta la testa – ma dirò che ripeteva spesso la frase: “non siam mica qui a pettinar le bambole” e quasi sempre fuori contesto aveva il dono di farmi ridere e il dono di farmi dimenticare la mia estrema imbarazzante odiosa mortalità che son due doni a ben vedere che valgono all’incirca come tutto l’oro del mondo “perché scrivi di me al passato?” mi chiedeva “per dare alla poesia un’ aura di malinconia che spacca” rispondevo “ma io sono qui” diceva “e per fortuna sì”
Fu grazie a lei che capii -Guido Catalano. (via iorestoconte)
L'albero a cui tendevi La pargoletta mano, Il verde melograno Da’ bei vermigli fiori Nel muto orto solingo Rinverdì tutto or ora, E giugno lo ristora Di luce e di calor. Tu fior de la mia pianta Percossa e inaridita, Tu de l'inutil vita Estremo unico fior, Sei ne la terra fredda, Sei ne la terra negra; Né il sol piú ti rallegra Né ti risveglia amor.
Giosuè Carducci, Pianto antico da Rime nuove (via uncasinoinnamorato)
Sono stanco capo. Stanco di andare sempre in giro solo come un passero nella pioggia. Stanco di non poter aver mai un amico con me che mi dica dove andiamo, da dove veniamo e perché. Sono stanco soprattutto del male che gli uomini fanno ad altri uomini. Sono stanco di tutto il dolore che io sento e ascolto nel mondo ogni giorno. Ce n’è troppo per me, è come avere pezzi di vetro conficcati in testa sempre, continuamente. Lo capisci questo?
Il miglio verde (via mi-chiamano-gladiatore)
Quando tu, mia poesia, leggi poesia, si oscura il cielo di una luce verde, la gente sfugge la riva del mare per un senso remoto di tempesta o di contrasto tra gli elementi, vampe si inalberano sui fili dei tram, e un gran silenzio cala sulla città: è la poesia che contempla se stessa. Leggi parole di un tempo scomparso, di un presente che crolla senza sosta velocemente nell’informe passato, leggi di re e corone, giardini e guerre, tu che sei la corona di ogni impero e il giardino del mondo conosciuto e la guerra dei sensi della natura, leggi, « chi crederà i miei versi in avvenire se dico adesso tutto il tuo valore? » e accade in quel momento che quei versi come una freccia scagliata nei secoli raggiungono chi un giorno li ha ispirati. E allora il buio verde si fa totale, la gente si rintana, sopraffatta, e in un silenzio come di terremoto si alza la luna sui Castelli Romani e lentamente volge tutto all’azzurro, mentre tu, mia poesia, leggi poesia.
J. Rodolfo Wilcock (via kite62)
Sei la brezza d'aria che mi sfiora il viso. Sei il vento mattutino, freddo e pungente, che mi sveglia dal lungo sonno, salvandomi dal baratro.
Valentina Ardimento. (via thereasonformeisyou)
Alda Merini