Bellezza in Costituzione
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«Può qualcosa di evanescente ed indefinito come la Bellezza essere utile concretamente alla vita quotidiana di un individuo o di una società?». La risposta – che sembra scontata ai profani – è in realtà sorprendente: sì, la Bellezza (non casualmente in maiuscolo) può realmente incidere sulla vita del singolo migliorandone la vita nel concreto. Lo si scopre interrogando i relatori dell’iniziativa che stasera alle 18.00 sarà celebrata a Mesagne nella Sala Nobile del Castello Normanno Svevo dal titolo «Bellezza in Costituzione». Il nome dell’incontro si ispira ad una proposta di legge costituzionale che la deputata Serena Pellegrino – salentina di origini, trentina di adozione – ha ideato già da qualche tempo: far riconoscere il concetto di Bellezza nella Carta costituzionale. Utopica idea – forse – ma proficua occasione per riflettere intorno ad un tema di vitale importanza per il destino di un popolo che si definisce – a ragione per storia e ricchezze artistiche e naturali – il Bel Paese. Ad avvalorare questa ed altre ipotesi ci saranno l’ing. Carlo Patrizio – presidente nazionale dei Bio Architetti; il dr. Fabrizio Azzolini, presidente della Associazione Italiana Genitori, sadalizio organizzatore della serata; l’on. Toni Matarrelli, amico personale della Pellegrino e sostenitore della Proposta di Legge e il capogruppo consiliare Pompeo Mofetta. Ma di quale Bellezza parliamo? I raggi d’azione di questo concetto sono molto ampi: dai manufatti umani (architettura, design, moda, arte) a quelli naturali (bellezza fisica, naturale, paesaggistica) a quelli filosofico letterari. «In effetti – sottolinea Alessandro Rubino, psicologo psicosomatista tra i relatori della serata – a ricercare tra le varie accezioni di Bellezza si potrebbe fare confusione ma fortunatamente la Scienza ci viene in aiuto». Poi il dr. Rubino chiarisce: «Sappiamo che grandi menti e correnti di pensiero – da Pitagora a Leonardo da Vinci - hanno ricercato una formula o un numero che potesse definire la Bellezza tout court. Tutti i loto tentativi e ricerche sembrano portare ad un numero, ad una proporzione geometrica fra le componenti delle «cose belle» di circa 1,1618. Una sorta di numero magico o divino conosciuto, appunto, col nome di Proporzione Aurea». E’ questa proporzione matematica – secondo Rubino – a portare quel valore aggiunto alle cose ed alle persone «belle»: «Tutto quello che rispetta questa proporzione naturale risulta bello, gradevole, appagante; più ci si allontana da queste proporzioni più avvertiamo che quello che abbiamo di fronte come dissonante, brutto, fastidioso». Questo vale nelle proporzioni architettoniche, in quelle corporee umane, in quelle musicali e cosi via. E’ come se ci fosse un imprinting naturale a riconoscere ed essere attratti da ciò che è bello e a rifuggire da ciò che è brutto: ecco perché seguire e proporre la Bellezza come principio guida della vita del singolo, cosi come di una comunità, è estremamente saggio e vantaggioso. «La Bellezza – conclude Rubino - non è solo qualcosa di innato ma si può acquisire conoscendosi e dando libera espressione alla propria Natura: facendo fluire il nostro vero Io, ogni nostra singola cellula si avvicinerà ad esse Bella, noi stessi saremo più Belli, fuori e dentro».














