Mi sento un ragazzo normale, anonimo. Intendiamoci, ognuno è particolare per delle sfumature, ma io non mi sento così tanto particolare. Ho paura dell'oblio, vorrei essere ricordato, quando non ci sarò più. Questo periodo della mia vita è grigio scuro. Non sto bene come stavo bene alcuni mesi fa. E' come se tutto fosse andato in frantumi. Sono innamorato. E questo è il problema. Sono innamorato di un'opera d'arte con l'aspetto di un umano. La mia opera d'arte è così bella ed affascinante che non puoi non rimanere attratto da lei. Vorrei davvero tanto che la mia opera d'arte mi guardasse come io guardo lei. Ma non lo fa. Ancora più grigio scuro. Dopo anni di ricerche ho trovato degli amici fantastici. Prendo porte in faccia ogni giorno ma so con chi parlarne. Sto particolarmente attento a non farmi travolgere dalle mode, ma, in un modo o nell'altro, le seguo lo stesso. Il giudizio degli altri mi spaventa e condiziona davvero troppo. Se non faccio determinate cose è colpa degli occhi che mi potrebbero vedere e giudicare. Ho un sogno. Lo vivo ogni giorno e, a volte, ci credo pure. Voglio vincere, nella vita. E voglio dimostrare a molti che non sono così inutile come pensano. Ho imparato a impegnarmi nelle cose che servono, a guardare avanti e a farsi valere, in alcune situazioni. Sinestesia. Forse ne sono affetto. Associo colori alle emozioni, alle persone, ai luoghi. Credevo fosse normale, ma, parlando con gli altri, ho scoperto che non lo è. Vivo per la musica. Suono il piano da dieci anni e non smetterei per nulla al mondo. Mi piace da impazzire. Quando sono da solo in casa metto Einaudi a tutto volume e sento le vibrazioni attraversarmi. Amo i nudi artistici, quelli in penombra che spesso troviamo sui libri d'arte. Mi piacerebbe essere in grado di ritrarmi con foto del genere, ma non ho un bel fisico e quindi evito anche solo di provarci. Dipingo e disegno. Molto. La mia camera è sempre piena di matite e la mia scrivania sempre sporca di colore. Mi chiamo Valerio. Ho diciotto anni. Buona permanenza.