Ed é un bella merda, essere il niente di qualcuno che per te é tutto.
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(via il-ragazzo-incompreso-dal-mondo)

Kiana Khansmith
noise dept.
d e v o n
No title available

if i look back, i am lost
No title available
we're not kids anymore.
trying on a metaphor
Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
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DEAR READER

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Alisa U Zemlji Chuda

Origami Around

JVL
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Andulka

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@cercandomestesso
Ed é un bella merda, essere il niente di qualcuno che per te é tutto.
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Fuoco e Cenere. Erano due ragazzi che frequentavano il secondo liceo, entrambi in attesa del loro primo vero amore, non avevano mai baciato nessuno. Lui era come cenere, nero, sottile, insignificante. Lei era tutto il contrario, lei era fuoco. Rosso acceso. Lei era vita. Cenere era innamorato di lei da ormai 8 mesi, ma non riusciva a dirglielo, non ne aveva il coraggio. Come avrebbe fatto a piacere a una ragazza cosí perfetta? Aveva paura di fallire, di essere rifiutato, aveva paura che tutti i suoi pensieri sospesi in aria sarebbero precipiati e con loro anche lui. Cenere non era il solito ragazzo, lui era timido, distratto, dolce ma anche un pó freddo. Viveva di musica, qualunque canzone per lui era meravigliosa, e se ne stava sempre con le cuffiette nelle orecchie. Gli altri non lo capivano. Apparentemente aveva tanti amici, solamente che erano falsi come tutte le persone là fuori. Ma aveva visto qualcosa di unico in quella ragazza, aveva visto una fiamma, aveva sentito il calore del suo corpo e si era innamorato del suo modo di comportarsi, della sua voce, dei suoi occhi e del suo sorriso. Quella risata un pó rumorosa, ma comunque splendida. Lui a scuola faceva giusto quello che bastava, anche se sapeva che avrebbe potuto dare di piú, ma gli bastava stare sopra la sufficenza; mentre lei era bravissima, la migliore della classe, era intelligentissima, anche perché non stava ore e ore sui libri, sapeva usare il tempo nel migliore dei modo e aveva voglia di studiare, ma riusciva anche ad uscire con le amiche e a divertirsi, a vivere. Un giorno erano in gruppo, durante l'intervallo e cominciarono a parlare del primo giorno in cui si erano visti. Fuoco chiese a Cenere “Cosa hai pensato di me il primo giorno che mi hai visto?”, lui voleva dirle tutto quello che pensava di lei, voleva dirle che l'amava, che era bellissima, che era la sua stella, ma rispose “Ho capito subito che avevi un carattere fantastico, senza nemmeno conoscerti”. Lei sorrise e gli disse “Io di te ho pensato che eri un bravo ragazzo”. Cenere rimase deluso da quella semplice risposta, si alzò dalla sedia e andó dagli altri compagni. Nessuno lo aveva fermato, nessuno si era accorto che ci era rimasto male, nessuno era riuscito a leggere i suoi occhi, nemmeno la ragazza che amava, nemmeno lei. Passarono alcuni giorni, aveva perso quel poco di speranza che gli era rimasta, ma poi a scuola gli si avvicinó Fuoco e gli disse “Come mai sta qui da solo?”, lui, fingendo un sorriso, le disse “Niente, avevo bisogno di pensare un pó”, “Va bene, sicuro che va tutto bene?” “Si, grazie di avermelo chiesto e di esserti interessata alla risposta”, “Non devi ringraziarmi, gli amici fanno cosí, o almeno dovrebbero farlo”, “Si, dovrebbero”. Cenere interruppe questo discorso, aveva paura di parlare di questo e provò a farle un complimento: “Ti stanno bene i capelli oggi”, lei fece la faccia triste e scherzando gli disse “Perché di solito sono brutti?”, “Nono, non intendevo dire questo. Sono splendidi ogni giorno”, “Beh, grazie”. Quel momento bellissimo fu interrotto dalla prof, dovettero andare tutti al loro posto. Da quel giorno la loro vita era cambiata. Cominciarono a parlare sempre di piú, ad aiutarsi, a darsi consigli e diventarono come dei migliori amici. Per una volta l'aspetto fisico aveva perso contro quello interiore. Cenere era un ragazzo normale, mentre Fuoco era bellissima. E nonostante questo erano migliori amici. Passarono tre settimane e ormai erano inseparabili. Lui si accontentava di questo rapporto. L'amava, ma gli bastava averla vicino per vivere. Una mattina, prima dell'entrata a scuola (arrivavano in anticipo per trascorrere piú tempo insieme), erano seduti su un muretto a parlare quando Fuoco bació Cenere, cosí, improvvisamente, mentre lui parlava, lei lo bació. Non fu un gesto semplice, ci aveva pensato per giorni, aveva paura di non essere ricambiata e di rovinare la loro amicizia, ma vedendolo non aveva resistito. Il loro primo bacio, fu cosí, immenso, infinito. Duró poco, ma per loro sembró un'eternità, si guardarono, entrambi provarono una sensazione strana. Immaginavano da tempo il loro primo bacio, ma questo fu addirittura piú bello di come lo avevano immaginato. Ora anche Cenere era diventato Fuoco. Ora insieme erano vita, erano infinito.
Dolcemente Timido
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Il suo sorriso era sempre la morte piú dolce.
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Quando perdi l’unica persona che ti faceva stare davvero bene, perdi una parte di te.
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Che stupido, mi ero illuso di piacerti. Avevo pensato di essere importante per qualcuno, per una volta.
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Non ho mai capito perché sono tutti così bravi a sottolineare i miei difetti.
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Nei tuoi occhi vedo il mio futuro. Nel tuo sorriso vedo la mia felicità. In te, vedo la mia vita.
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Ci sono sere nelle quali le lacrime scendono e non ho nemmeno la forza di smettere di piangere.
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E non immagini nemmeno quanto vorrei stare seduto accanto a te, parlarti, abbracciarti, viverti.
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Non ho il coraggio di aprire gli occhi, di ammettere che sei cambiata e che non mi pensi più.
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Vorrei riuscire a dirti quanto mi manchi ma resto qui, a guardare il tuo sorriso, sperando che un giorno possa esserne io la causa.
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Amarti con la consapevolezza di non essere abbastanza.
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Non hai idea di quanto vorrei venire lí da te e dirti che mi manchi da morire. Ma non posso, perché io sicuramente non ti manco.
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Mi basteresti tu per essere felice.
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Ho bisogno di qualcuno che mi abbracci, che mi faccia sentire parte di qualcosa, parte della propria vita. Ho bisogno di sentirmi indispensabile per qualcuno. Ho bisogno di fiducia, di sentirmi dire che vado bene così, con tutti questi difetti. Ho bisogno di qualcuno su cui poter contare, a cui poter raccontare le mie giornate, tristi o belle che siano. Ho bisogno di piangere, di sfogarmi, di essere capito. Ho bisogno di essere felice.
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Negli abbracci si nascondono tutte le parole non dette.
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La dolcezza é la cosa che più amo di lei. Il suo essere timida, fragile, come se aspettasse solamente di essere stretta forte tra le braccia di qualcuno. Come se aspettasse di sentirsi amata.
(via cercandomestesso)