❤️ IPOTESI: Di fronte a una scelta tra A (una situazione leggermente seccante) e B (un casino colossale con conseguenze devastanti), finirò inevitabilmente per scegliere B (The love hypothesis - Ali Hazelwood)
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❤️ IPOTESI: Di fronte a una scelta tra A (una situazione leggermente seccante) e B (un casino colossale con conseguenze devastanti), finirò inevitabilmente per scegliere B (The love hypothesis - Ali Hazelwood)
«Tranquillo. Le date di scadenza sono per i deboli.» Un suono acuto, una specie di sbuffo. «Le date di scadenza servono per non ritrovarsi poi a piangere in un angolo del mio bagno.» A meno che quel tizio non fosse il signor Stanford in persona. doveva piantarla di chiamarlo il suo bagno.
(The love hypothesis - Ali Hazelwood)
«Le cose stanno cosi: non ho idea se tu sia abbastanza brava, ma non è questo che dovresti chiederti. II mondo accademico è tanta spesa. poca resa. Quello che conta è se la tua motivazione per entrare a fare parte di questo mondo è abbastanza buona. Dunque. Perché il dottorato?» Olive si spremette le meningi. Poi parlò cautamente. «Ho un quesito. Uno specifico quesito di ricerca. Una cosa che voglio scoprire.» Ecco. Fatto. Era quella la risposta. «Una cosa che temo nessun altro scoprirà se non lo faccio io.» «Un quesito?» Avvertendo lo spostamento d'aria, lei si rese conto che si era appoggiato al lavandino. «Si.» Aveva la bocca asciutta. «Una cosa che mi sta a cuore. E non mi fido degli altri. Perché finora non se ne sono occupati. Perché...» Perché è successo qualcosa di brutto. Perché voglio fare la mia parte affinché non succeda più. Pensieri pesanti da sostenere in presenza di uno sconosciuto nell'oscurità delle proprie palpebre abbassate. Cosi le sollevò; la vista era ancora appannata, ma il bruciore era quasi scomparso. Il Tipo la guardava. Nebuloso lungo i bordi, forse, ma molto presente, in paziente attesa che continuasse.
«Tranquillo. Le date di scadenza sono per i deboli.» Un suono acuto, una specie di sbuffo. «Le date di scadenza servono per non ritrovarsi poi a piangere in un angolo del mio bagno.» A meno che quel tizio non fosse il signor Stanford in persona. doveva piantarla di chiamarlo il suo bagno.
(The love hypothesis - Ali Hazelwood)
«Mi sta a cuore», ripeté Olive. «la ricerca che voglio fare.» Aveva ventitré anni ed era sola al mondo. Non voleva i fine settimana o uno stipendio decoroso. Voleva tornare indietro nel tempo. Essere meno sola. Ma siccome era impossibile, si accontentava di aggiustare ciò che poteva. (The love hypothesis - Ali Hazelwood)
Fu il tatuaggio sul suo petto a lasciarmi senza fiato. Ali.
«Un angelo?» domandai, sfiorandolo con le dita.
«Una fenice.» Mi lanciò uno sguardo penetrante.
«Sei tornato in vita?»
Scosse la testa. «Continuo a farlo ogni giorno.»
Non aveva inciso i suoi ricordi sulla schiena, dove potevano essere nascosti agli occhi e dimenticati, bensì li aveva tatuati sul petto, al centro. Per ricordarsi che quelle erano le ceneri da cui sarebbe sempre rinato.
(Da queste ceneri - Davidson King)
Come poteva un singolo umano causargli tanta angoscia e così tanta gioia allo stesso tempo? Ogni briciolo di approvazione gli faceva battere più forte il cuore, e ogni rimprovero gli faceva prudere gli occhi di lacrime. Reprimere le emozioni era una battaglia quotidiana. Era un oceano in tempesta, ma era Gray la luna che controllava le maree. (L'ombra di Gray - K. A. Merikan)
"Non desideravo che Shuna mi facesse dimenticare i brutti ricordi... Non volevo neppure che mi salvasse... Volevo soltanto che si innamorasse di me e mi stesse vicino." (The proper way to write love - Ogeretsu Tanaka)
"Vivere liberi significa sempre perdere qualcosa" (Boys Run the Riot di Keito Gaku)
«Prima ti ho detto che vorrei sentire la tua voce, ed è cosi. Mi piacerebbe conoscerne il suono, assaporarne la consistenza .» Gli toccai la mano, la strinsi per un lungo istante con la mia «Vorrei ascoltarti chiamare il mio nome,
ascoltare le emozioni che ti incrinano le parole. Ma so che non accadrà mai. Questo, però, non significa che io non ti senta. Ti sento con ogni parte del mio corpo. Con la pelle, con gli occhi. Sei entrato nella mia vita con la furia di un ciclone, ignorarti, tenerti a distanza, al di fuori della sfera dei miei sentimenti è stato impossibile. Perché tu fai rumore, Joshua. Fai rumore nella testa, fai rumore nel cuore. Nel silenzio in cui la mia vita è sempre stata avvolta, tu sei stato il rumore più assordante.» (Sounds of silence - Daria Torresan
The first time I meet Death, I am…not ready.
And once again I am home.
-Death, Laura Thalassa
“All creatures can experience pestilence, famine, and death—but war, true war, that is a singularly human experience.”
— War by Laura Thalassa
“I’m tired of watching my words and watching my actions. I’m fucking done being careful so that other people don’t have to be.”
— Famine by Laura Thalassa
Laura Thalassa, Death
“Last night I could not decide which you were—a tonic or a toxin, he says. Today I’ve discovered you’re both.”
— Pestilence by Laura Thalassa
“You were made from the earth, I whisper to her skin, I can feel the universe moving through you, and yet you are something else unto yourself.”
— Famine by Laura Thalassa
"Cosa dici?" chiede Pestilenza.
"È una citazione da Il Corvo, una poesia di Edgar Allan Poe"
Lui emette una specie di mugugno di gola. "Avrei dovuto immaginarlo che questo sfogo di notevole eloquenza non fosse opera tua"
"Sei capace di formulare una frase che non contenga un insulto?" ribatto.
Scommetto che questo bastardo sta solo cercando di rovinarmi il buonumore.
"Certo che sì" E si percepisce chiaramente dal suo tono quanto sia soddisfatto "Solo che ci sono un'infinità di aspetti della tua personalità che meritano un insulto"
(Pestilenza di Laura Thalassa)