A zebra does not change its spots
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@emmadada
A zebra does not change its spots
Al Gore
Mai come durante il lunghissimo e quasi ininterrotto governo Berlusconi si è parlato dell'Italia e della sua specificità. Se ne è parlato per sorridere delle sue gaffes e delle sue prodezze amorose, ma anche e soprattutto perché il suo conflitto d'interesse ha reso evidente il fatto che la televisione ha avuto un ruolo centrale nel plasmare la coscienza politica delle persone e per formare la nostra opinione pubblica. Non tanto per i contenuti-la propaganda a favore del premier- quanto per un concetto di maggioranza come democrazia, maggioranza come verità, maggioranza come bene sociale, ha preso il sopravvento su quei concetti illuministici e moderni, che vedevano nella tutela dei diritti delle minoranze la vera missione della democrazia, nella divisione dei poteri la garanzia essenziale contro il totalitarismo, nella ricerca della verità, anche in contrapposizione all'opinione più diffusa, una necessità e un dovere.
Televisione di Carlo Freccero
Aria natalizia a #Torino #xmas
Chi l'ha visto: forconi a Torino
Non so se sono io ad essere un’aspirante fallita reporter, o sono i forconi che mi stanno evitando, ma ci ho messo due giorni per trovare un gruppo di manifestanti che potessero essere definiti tali. Dopo ore ed ore di ricerca finalmente sono riuscita a vederli, saranno stati una settantina, venti secondo la questura, mille secondo il blog di Beppe Grillo. Erano in piazza Castello, loro da un lato ed una schiera di poliziotti che chiacchieravano fra loro dall’altra. Inizialmente nessuno proferiva parola, solamente qualche sbandieratore della patria e un paio di striscioni appesi sotto il presepe dell’avvento. “Politici, amministratori e sindacati, ladri legalizzati” e il qualunquismo dei cori che si alzano dalla folla non è da meno. Improvvisamente qualcuno afferra il microfono e grida “Ci hanno dato il permesso di rimanere qui in piazza Castello, ci sta per raggiungere il resto del gruppo da piazza Vittorio” e in effetti dopo qualche minuto vedo arrivare altre bandiere tricolore, una cinquantina di persone che a mo’ di stadio urlano “Tutti insieme alè” e si piazzano davanti alla polizia. Lì comincia la vestizione, casco, scudo e manganello in mano, i poliziotti sono pronti a partire nella loro difesa, ma i manifestanti non si muovono, recitano ancora qualche coro da stadio con tanto di capo ultras che lancia i cori da sopra una panchina. Quello che sembra essere il capo della manifestazione richiama tutti all’ordine “Non fatevi manipolare, venite da questa parte, lasciate stare i poliziotti che guadagnano 1300 euro al mese”. Intanto su twitter leggo che a Genova è stato beccato il capo dei forconi che dava ordini dalla sua Jaguar. Quando mi sembra di capire che il coro che è partito è “Rivogliamo Luttazzi” decido che ne ho abbastanza, voglio scappare da quel presidio. Torno a casa sconsolata, sperando che alle 19 i teli bianchi che protestano senza violenza sotto il comune di Torino mi tireranno un po’ su.
"La mafia e la camorra hanno fatto queste cose ma lo Stato dov'era?" Lo stato era lì con voi, lo Stato vi ha aiutato a coprire tutte le vostre schifezze. L'attuale Presidente della Repubblica sapeva tutto dal 1993 ma "per non generare panico nella popolazione" ha posto il segreto di Stato senza mai muovere un dito per salvare quelle terre così vicine alla sua. Lo Stato, nelle persone di magistrati che sapevano, di capi della polizia, di politici che hanno aiutato a fare simili mostruosità, era presente tanto quanto i camorristi, ed è ancora presente, a capo delle istituzioni che stanno cercando di sotterrare tutto un'altra volta. Quelle istituzioni che con fare camorristico mettono a tacere i pentiti: i dubbi ci sono ma non sono un alibi per non indagare e provare a salvare migliaia e migliaia di persone. Ma anche i giornalisti non hanno la coscienza pulita: una intervista come questa va in onda su una rete locale, lontano dagli occhi di tutti, eppure ci sono nomi, mappe, e dichiarazioni gravissime. Forse gli unici a non dover guardare dovremmo essere noi campani, se non vogliamo cadere ancora di più nella disperazione e nella rabbia per tutte le persone che abbiamo perso perché qualcuno ha deciso per noi che i campani devono essere il sacrificio dell'Europa intera.
http://www.youtube.com/watch?v=dM0YVyACokM
L' l'ultima #intervista a #carmineschiavone #terradeifuochi #statomafia
#cioccolatò #torino #ilsognodiunavita