L'autunno porta sempre con sé amarezza. Come se ogni anno dovessi tornare tra i banchi di scuola, a prendere il pullmino al freddo e al buio, a salutare con dissapore il mare di una bella estate da lontano.
Quest'anno manco ci sono stata al mare.
Me lo sento: da settembre in poi sarà tutto in salita. Ho tre settimane scarse per finire le ultime cose per il matrimonio (tra cui trovare ancora il ristorante dove pranzare) ma tanto so già che pioverà e farà un freddo cane. Che me ne starò al tavolo rigida e con il sorriso tiraro sperando che finisca tutto in fretta.
È che vorrei fare tante cose quest'anno, tante cose che mi piacciono e mi fanno stare bene, tra cui andare a cavallo (comprarmene uno sarebbe un sogno che si avvera), nuotare al lago ancora qualche volta, cenare in tanti posti sconosciuti e diversi non bandando al conto, fare esercizio fisico mettermi a dieta per me stessa, leggere libri, mettere mattone dopo mattone nella nostra tavernetta e godercela quest'inverno, andare alle terme anche tre volte, andare a sciare. Viaggiare.
Ma invece, come un buon inizio anno scolastico che si rispetti, dietro l'angolo ci sarà l'oneroso corso di 700 ore a 60km da me per due sere a settimana fino alle 22 e tutti i sabati tutto il giorno, il lavoro triplicato perché la terza collega farà di tutto per non venirci incontro, tu sempre più deluso ed arrabbiato per il tuo di lavoro, per cui dovrai aggiornarti e specializzarti per tentare di andartene e non voltarti indietro mai più (e saranno altri soldi), il fatto che ho trent'anni e che forse forse la prossima estate dovrò pensare la mio futuro più realisticamente e soprattutto più responsabilmente (ovvero non dovrò pensare a nessunissimo cavallino, salto ostacolo, galoppo sfrenato) e che quindi dovrò pensare che la pacchia e le vacanze siano finite per davvero, forse per sempre. Dovrò pensare a come e quando cambiare il mio posto di lavoro, con tutto lo stress del caso, i sensi di colpa, la paura e il fegato amaro.
Ah beh, ovviamente il tutto sarà condito da una spruzzata di covid 2.0 che, se ho fatto bene i calcoli, arriverà giusto in tempo per non farmi partire per il mio congedo matrimoniale (leggasi: le mie ferie di quest'anno).














