Sono sempre stata quella pagina bianca che non ho mai saputo scrivere. Non mi sono mai data una possibilità ’ché tanto non ne vale la pena’. Non mi sono mai detta di sì. Non mi sono mai detta di no. Non mi sono mai presa per mano, ho sempre respirato con i polmoni e mai con il cuore. Non ho mai guardato in faccia il sole ’ché poi ti fa lacrimare e ti rovina gli occhi’. Non ho mai cancellato e poi riscritto ma ho sempre stracciato il foglio. Gli altri erano, per me, dei preziosi pigmenti colorati, io solamente acqua sporca in un bicchiere di plastica. Facevo continuamente un passo indietro e quando chiudevo gli occhi, silenziose, le ombre: ogni loro perfetta sfumatura, inesorabilmente, sopprimeva qualsiasi mia improbabile fantasia. E più mi sforzavo di somigliare a quegli acquerelli più deturpavo l'acqua nel contenitore accanto alla tavolozza, rendendola torbida e irrecuperabile. Ormai stanca e disillusa avevo affidato al tempo il compito di battersi contro i miei demoni, ottenendo nient'altro che un incolmabile vuoto e una violenta mestizia. Esausta e senza riflessione alcuna, scaraventai quell'intruglio contro la mia pagina bianca macchiandola di un disegno indefinito. Lì, la scoperta. Una consapevolezza imprevedibile e inaspettata. Forse ero davvero l'acqua sporca degli acquerelli, forse no. Una cosa era certa: su quella pagina non esistevano più demoni. Su quella tela la mia vita aveva preso forma. Gocce dalle striature scure non arrestavano la loro corsa realizzando la bozza di quello che sarebbe diventato un coraggioso dipinto. Stavo creando me stessa distruggendo tutto il resto. Senza bisogno di alcun colore. E potevo farlo davvero. E potevo farlo bene. Anche da sola. Anche con l'acqua sporca degli acquerelli.
“Forse noi due ci cercavamo molto più di quanto noi stessi pensassimo. E così abbiamo finito per prendere la strada più lunga e più contorta. Forse io non avrei dovuto fare quello che ho fatto. Ma non ho potuto farne a meno. E volevo dirti che la sensazione di intimità e tenerezza che ho provato per te, è stata un’emozione che non avevo mai sentito prima nella mia vita.”
“Andavo pazza per l'attrazione che si era sprigionata tra di noi dal primo momento in cui ci eravamo conosciuti, un magnetismo in grado di trasformare il paesaggio circostante. Adoravo sentire il mio corpo avvolto da quell'energia.”
“Mi sono raggomitolato e rannicchiato su me stesso, come un gattino d’inverno, come il legno di una sedia a dondolo, perché io mi posso permettere quel lusso di essere abbandonato, anche se io abbandonato non sono mai, io sono soltanto solo per poter vivere in una solitudine popolata di pensieri, perché io sono un po’ uno spaccone dell'infinito e dell'eternità e l'infinito e l'eternità forse hanno un debole per le persone come me”
— Figli di un bronx minore, Peppe Lanzetta (via blucomelamarea)
“Voglio il tuo amore sulla mia pelle le tue dita accarezzarmi dolcemente come se fossi un vetro fragile che hai il terrore di distruggere. Voglio il tuo cuore guardarmi nuda e senza difese avere il coraggio di non scappare dalle mie debolezze. Voglio il tuo corpo sussurrare al mio che sono la ragione per cui è vivo e vederlo danzare con il mio, sotto un cielo, che ci invidia.”
“… non c’è nulla di più prezioso di quello che teniamo solo per noi, che manteniamo segreto, niente è più importante di quello che custodiamo gelosamente nei nostri pensieri. Certe cose le facciamo in silenzio, in quel piccolo retroscena del nostro cuore: condividerle significherebbe un po’ vanificarle, renderle banali, metterle a disposizione di chiunque, invece quei tratti della nostra storia sono solo per noi, ce ne occupiamo ogni giorno senza sbandierarlo. Anche perchè nessuno capirebbe tanto amore per qualcosa che ti ha ucciso, nessuno saprebbe toccare quelle emozioni con la delicatezza che meritano e senza giudicarle.”
“Sono un solitario, uno che non ha paura di restare solo. Ed è per questo che quando dedico il mio tempo a qualcuno pretendo sempre il massimo, perché la solitudine insegna a dare un valore al tempo. E’ da lì che non ammetti più di sprecarlo.”
E quando la mattina non ti sveglia nessuno.
E quando la sera non ti aspetta nessuno.
E quando puoi fare quello che vuoi.
Come la chiami?
Libertà o Solitudine?
“Forse mi innamorerei di te in qualsiasi epoca, dimensione, pianeta, oggi, ieri, domani, al di là, scordandomi chi sono stato, scordandomi chi sono e non sapendo più chi sei stata o chi sei. Se poco prima della fine del mondo mi chiedessero: “Cosa vorresti riavere di ieri?”, forse la nostra storia resterebbe sempre senza futuro. Ma com'è vero che la terra gira intorno al sole, tu sei il sole che gira intorno al mio cuore, il mio moto di rivoluzione. E in mezzo a tutte le innumerevoli trasformazioni del mondo, io puntualmente ti salverei. Tu sei il peccato che rifarei senza pentirmi mai. Questo volevo in fondo. Contro tutto e tutti ma io con te, tu con me, fino alla fine. Chissà se lo sai. Ti è mai interessato capirlo, saperlo? Sapere quant'è che costa poi mantenere accesa la fatica silenziosa di crederci ancora, come una spia che sa rivelare un guasto, un'anomalia, in un sistema di eterna rinuncia. Perché dopo la prima volta che ci arrendiamo alle comodità, ci arrendiamo con sempre più facilità ogni volta. Diventiamo sempre più deboli. Sempre più portati a dire no. Invece è stupendo essere ancora capaci di donare alla vita l'ebbrezza di perdere il controllo. Io l'ho fatto con te. E chissà se lo sai, se sai quanto tempo perso… Quanto tempo inutile si perde a fingere di dimenticarsi…”
“Si accorse che c'era qualcos'altro nel mondo, che l'uomo aveva bisogno di affetti, che la vita senza tenerezza e senza amore non era altro che un ingranaggio asciutto, cigolante e lacerante.”
— Notre-Dame De Paris; Victor Hugo [Claude Frollo]
“A prescindere da quanto tu mi sia mancata o da quanto dolore provavo non avrei mai cancellato tutto quello che avevamo. Anche se stessi annegando dal dolore, preferirei aggrapparmi ad ogni momento in cui ti abbia mai abbracciata, a ogni risata che io abbia mai sentito, ad ogni brandello di felicità che abbiamo mai avuto. Preferirei trascorrere ogni momento in agonia, piuttosto che cancellare il ricordo di te.”
— Damon, The Vampire Diaries (via ipusheveryoneaway)
“Amami come i pazzi folli d'amore, non con la saggezza antica di chi conserva inverni e guarigioni, ma come gli uragani che violentano la terra. Amami disperdimi coma sale e neve, amami quando sono aquila lontana e carezzo le nuvole, quando sono seme di terra rorida, quando sono inverno.”
Molte volte nel dolore si trovano i piaceri più profondi, le verità più complesse, la felicità più vera. Tanto assurdo e fugace è il nostro passaggio per questo mondo, che l’unica cosa che mi rasserena è la consapevolezza di essere stata autentica, di essere la persona più somigliante a me stessa che avrei potuto immaginare.
“Amami come i pazzi folli d'amore, non con la saggezza antica di chi conserva inverni e guarigioni, ma come gli uragani che violentano la terra. Amami disperdimi coma sale e neve, amami quando sono aquila lontana e carezzo le nuvole, quando sono seme di terra rorida, quando sono inverno.”
Mi ricordo che quando ero ritornata da poco con il mio ex, avevo espresso il desiderio che la sera stessa volevo che mi tornasse a dire ti amo, e indovinate cosa mi ha tornato a dire dopo tanto tempo quella sera stessa? Mi ha detto ti amo…non so se sia una coincidenza o doveva andare così a prescindere, ma si è sempre avverato quasi tutto quello che chiedevo quindi non arrendetevi mai ragazze/i, non arrendetevi mai, credete in ciò che volete e in ciò che amate e lo avrete perché l’amore e le persone buone e che hanno dato tanto amore per gli altri vincono su tutto.
dio mio, mi sono resa conto solo ora che ho rebloggato due volte questo post desiderando due cose diverse ed entrambe si sono realizzate. non so se sia solo una coincidenza, ma diamine io voglio crederci.