Quanti chilometri servono per sentirsi meno soli in un letto matrimoniale nella camera 205 di un albergo in montagna?
Sono passati altri cinque minuti. È mezz’ora che va avanti così. Altri cinque minuti e chiudo gli occhi, invece sono ancora con le pupille spalancate a fissare il soffitto bianco. Le debole luci della notte non aiutano, quel chiarore del lampione in giardino che filtra dalla finestra porta il sole dentro la stanza. È mezzogiorno a mezzanotte. Non dormo. Che faccio? La sveglia mi suggerisce di abbandonarmi a Morfeo, ma niente. Forse il soffitto è più interessante dei sogni, sogni che tra l’altro non ricordo mai. Troppo spesso con i piedi per terra ormai, anche durante la notte quando i pensieri e desideri corrono più forti. Il letto è enorme, fa freddo anche sotto le coperte quando il letto è così grande eppure dormo sempre nudo. Non ha senso. Niente ha senso qui sopra al cuscino. Qualche anno fa era una dolce carezza dormire da solo in una camera di hotel meravigliosi. Oggi no. Manca qualcosa prima di dormire e al risveglio. La mattina fa ancora più freddo con le coperte disordinate spinte fuori sul pavimento. Dormo sempre troppo poco quando sono fuori. Solo pochi anni e le abitudini sono totalmente confuse, come il lenzuolo a terra.
Eppure quel soffitto non mi sembra così interessante, soprattutto senza te che mi rubi tutto lo spazio.
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