La domenica nasce a colori, almeno nella mia mente...
Comincia con l'alba che vestita di silenzio mi appare bianca come una pausa nel proprio incanto.
Continua con un velo di luce, si riveste e si denuda, indossa il giorno che la stagione gli presta.
Oggi è blu quasi dura, come un mare lontano, un cielo distante.
aspetta che l'umore la disegni,
il vento parla fuori le finestre, quasi urla di non parlare, quasi piange di non volere,
Di non potere fare altro che farsi messaggero di notizie triste, un vento di terra,
Cerco di non cedere alla paura, allo sconforto, a questo mondo che non conosco,
io, come tanti nati tra i tempi di pace, oltre le cortine di terre che non hanno mai visto altro, che dei conflitti abbiamo solo letto i titoli dei giornali.
Nero come l'inchiostro che versa il sangue come parole ferite, come dati amputati, come scenari scritturati da folli che decantano i loro perché oscurati dalla visione despotica di un tempo involuto e... che credevamo noi, decaduto.
Una domenica fredda, come la Siberia, come la miseria, come il dolore senza l'odore della cura, come la cura sotto chiave nell'armadietto delle medicine.
🥀🥀🥀🥀Mettiamo dei fiori nei loro cannoni
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