Apro lo sportello della mia auto e mentre cerco di inserire la chiave per accederla, ti saluto, ti dico ciao, ti saluto forse un po' distrattamente, me ne rendo conto, cioè io lo so, dentro di me so tutte queste cose intendo che so cosa sta accadendo. Ma fingo, fingo che non sia così, fingo su tante cose del resto sono diventato questo ormai, uno che finge su tante cose, niente di più.
Forse è l'ultima volta questa, l'ultima volta che ci vediamo, l'ultima volta che ci incontriamo. Cerco di infilare la chiave, di accendere il motore, forse in realtà cerco di fuggire, forse, se ci penso bene è una fuga questa, ben congeniata anche, e mentre penso che sono vicino alla riuscita del mio piano, mi rendo conto che è l'ultima volta che ci vedremo, che questa è un'altra ultima volta, mi rendo conto che è sempre l'ultima volta .
Ti dico ciao, sto recitando, me ne rendo conto, ma per il momento non riesco ad ammetterlo completamente, nemmeno a me stesso.
E tu allunghi le braccia, allunghi le braccia e racchiudi e cogli il mio viso tra le tue mani.
Mi baci.
Mi baci e non vuoi smettere subito, il tuo bacio continua è un lungo bacio.
Il tuo bacio è un bacio che mi dice tante cose, tantissime cose, forse troppe anche.
È un lungo racconto che scrivi sulle mie labbra.
Una lettera sull'amore per la vita, una bocca piena di saliva e labbra umide e una lingua che incrocia e scappa di lato sotto i denti, cercando di discendere la gola e toccarmi il cuore.
Ti metto una mano sul petto, poco sopra il tuo seno, vorrei scendere con la mano ma indugio e tentennando ci riesco, resisto.
Ti fermo, incrocio timidamente i tuoi occhi, fermati, fermati ti prego, ti dico con voce timida, fermati, sarebbe un errore, ascolta, ascoltami, fermiamoci qui, è un errore, uno sbaglio, che sia solo sesso o amore, o sesso nascosto in un abito fatto di amore o un pretesto per la solitudine, ricco di eccitazione fatta di abitudine e confidenza tra di noi, che un tempo avevamo imparato a parlare nella stessa maniera, coi nostri gesti, un tempo che facevamo l'amore assieme . Un tempo si, di continuo come due maniaci, due ossessionati, due ricercatori, scopritori di gallerie segrete dove riposavano ammassate e nascoste le nostre perversioni, i nostri desideri i pensieri che ci eccitavano. Fermati ti prego, non so gestire queste cose, non ci riesco, non riesco più a crederlo e poi, e poi il mio cuore non è più li, non è più li dove lo trovavi sempre tu, è andato altrove, non lo so di preciso dove si trovi, ma non è lì dove stai cercando tu. Fermati non è la morale, è un dolore, che ci attende nascosto alla fine di questa miccia che si accende ogni volta che ci vediamo.
Fermati.
Fermati ti prego respira.
Lo ammetto ci avevo pensato sperato anche, ma è strano sai, desiderare tanto il corpo di una persona e accorgersi che il proprio cuore è vuoto, o almeno se non vuoto mi è impossibile unirmi a te al tuo corpo mentre il mio è diviso in due.
Lei si ferma, allontana le sue labbra dalle mie, il suo viso dal mio, il suo corpo dal mio. È perplessa, inizia a respirare profondamente cercando di placare la foga, l'eccitazione. Non dice niente, se non forse un timido si, forse è meglio così, la sua voce è, è impercettibile, la città, quella che un tempo era la mia città è in silenzio adesso, non si sente nemmeno un passante, un auto una bicicletta, l'acqua nel canale vicino.
Io, io provo dolore, ogni tipo di dolore.
Scendo dall' auto e la abbraccio, forte, forse troppo forte, sento il suo cuore, veramente, e forse lei riesce a sentire il mio. Respira profondamente, mi morde il giubbino all' altezza della spalla mentre siamo abbracciati, non vuole piangere, non voglio piangere neanche io.
Sento i suoi capelli sulla guancia, morbidi sul mio orecchio, il suo odore sento, lo conosco, e respirando profondamente anch'io, alzo lo sguardo al cielo e tra i palazzoni grigi al di sopra di una luce tenue e gialla mi accorgo della notte.
Nel cielo buio della notte vedo due punti luminosi, due stelle luminose, che però non sono due stelle, perché vedo che non stanno ferme, si avvicinano sempre di più, fino a sovrapporsi e poi si invertono la posizione, iniziando a distanziarsi sempre più l'uno dall'altra.
Una stella inizia a lampeggiare, in realtà è un aereo, l'altra rimane ferma nel cielo, quella è veramente una stella, immobile a risplendere.
Ora forse è meglio che vada, ho voglia di rimanere solo.
@kornerdrew









