Sono passati quasi due mesi.. due mesi dall'ultima volta che ci siamo incontrati. Non ci vedevamo da anni, eppure mi hai salutata con lo stesso entusiasmo e la stessa gioia che avevamo da bambini, quando una volta a settimana, puntuali, ci incontravamo in quel cortile. Quel cortile che hai smesso di frequentare ormai da tanto. Mi hai raccontato di te, della tua ragazza, dei tuoi progetti.. Da ragazzini ci si abitua alle assenze, agli allontanamenti. Crescendo i vecchi amici diventano ricordi sbiaditi. Ma per noi non é successo. Abbiamo mantenuto vivo il ricordo dell'altro, nonostante i lunghi anni di silenzio.
Sono passate quasi due settimane. Quasi due settimane da quel mattino. Ciò che ho letto mi ha gelato il sangue, le lacrime sono scese giù senza freni. Non mi aspettavo una notizia del genere. Il nemico che avevi combattuto e vinto, subdolo e crudele, è tornato senza darti modo di sconfiggerlo ancora. Te ne sei andato e hai lasciato un vuoto inspiegabile, quello che lasciano le persone importanti.
Sei stato la prima persona a dimostrarmi che il problema non ero io, ma loro. Il primo a tendermi la mano per salvarmi dal baratro in cui stavo precipitando. Il primo a farmi capire che valevo più di quelle stupide persone, che il male che provocavano in me era a causa della loro cattiveria e della loro invidia. Mi hai salvata, ma allora ero troppo piccola per capirlo, troppo ingenua per ringraziarti. Non ho mai avuto l'occasione di farlo, e non voglio pensare che non l'avrò mai. Voglio credere che adesso tu lo sappia.
Hai aiutato tante persone, e la tua storia ne aiuterà tante altre.
Quella mattina, d'istinto, ho cercato il mio il libro del catechismo. Ed eccolo lì, all'ultima pagina, il tuo disegno. Esattamente come lo ricordavo.
Chissà se amavi ancora gli aerei!
#VinceChiLotta