28 Giugno 2007
In quest’ultima settimana ho pensato a tante cose: al mio futuro, al mio passato, e, soprattutto, al mio presente. Penso alla possibilità di fare giornalismo e non lettere, al contrario delle mie certezze. L’anno prossimo voglio che sia un anno pieno: Gioventù Studentesca, la scuola, il giornalino, la chitarra. Voglio godermi ogni singolo attimo con i miei compagni. A proposito del passato, penso e ripenso alle cose successe da tre anni a questa parte. Niente è come prima, e ogni dolore, ogni gioia, ogni ricordo, ogni lacrima e ogni sorriso mi scivolano addosso con amarezza e malinconia, mentre in una stanza buia e lontana da ogni rumore umano, suona un pianoforte, scandendo le note di una melodia che strazia il cuore e i ricordi. Ormai Giugno è finito e nel mio presente è vivo più che mai l’amore per Marco. Non posso fare a meno della sua voce e suoi ragionamenti, così logici da ricordarmi di scendere sulla terra, di tanto in tanto, anziché stare sempre a pensare e ripensare.
Ogni giorno che passa mi rendo conto che lui mi è necessario. Sento il mio animo allietarsi quando sento il suono della sua voce, come se mi recitasse un’antica ninna nanna. Lo immagino accanto a me, i suoi occhioni, il suo sorriso così dolce, tenero, solo mio. Vorrei ascoltare sempre il suo parlare e restare in silenzio, versare due o tre lacrime e sorridere... desiderando che questo mio volere tendesse all’infinito. Quando ci vedremo spero di sentire il battito del suo cuore, veloce e innamorato.















