Credo dovremmo riacquisire la "condizione tragica" dei Greci che tramite una sintesi brutale, ma credo efficace, potremmo riassumere in "la vita umana è fragile, limitata, esposta al dolore e al continuo conflitto tra volontà umana e forze superiori non influenzabili". Il Cattolicesimo e altre religioni ci hanno illuso con la genialità della vita eterna, inserendo il concetto di "speranza" ma secondo me avevano proprio ragione i Greci. Io però non la vivo male come condizione, adoro vivere avendo questa consapevolezza, in parte mi fa vivere anche in modo più leggero. Chissà poi perchè.
















