così, in un tempo impreciso e inesatto, in un tempo in cui credevo di non avere più nemmeno me, ritrovo me stessa, quella di tanti tanti tanti fa, che in terza liceo si credeva invincibile, e lo era davvero. una me che aveva già le ali spezzate, è vero, ma volava comunque. io che sono un girasole, uno spicchio di luna, una stella cadente, un piccolo fiore che si perde nel vento. non mi sono lasciata andare mai davvero. sono qui. sono sempre stata qui. e ritorno a credere in me, in quello che sento, in quello che posso fare e che farò. che ho vent’anni adesso e domani chissà. sono andata oltre il mio primo amore, cosa che francamente non credevo di poter fare proprio mai. ed ora il secondo, infuocato, fugace, mi ha distrutta, ma come vedi, non mi ha spezzata mica. torno anzi a sentire in vento sulla faccia, desidero il sole che mi brucia la pelle e la musica che mi entra dentro.