Il Falcon 9 impatta contro la Luna
La storia di questo impatto ha inizio il 15 gennaio 2025, quando un razzo Falcon 9 di SpaceX è decollato dalla Terra per trasportare verso la Luna due lander robotici: il Blue Ghost dell'americana Firefly Aerospace e il Resilience della giapponese ispace. Dopo aver completato con successo il suo compito e fornito l'ultima spinta vitale per indirizzare i carichi a destinazione, il secondo stadio del razzo ha esaurito il propellente. A differenza di altre missioni in orbita bassa, dove gli stadi rientrano nell'atmosfera terrestre per bruciare in sicurezza, l'energia richiesta per una missione lunare ha impedito un rientro controllato.
Il cilindro metallico, lungo circa 12 metri e pesante 4 tonnellate – l'equivalente di un autobus o di un palazzo di cinque piani – è stato abbandonato nello spazio. Nel corso di 18 mesi, l'attività solare e le continue perturbazioni gravitazionali del sistema Terra-Luna ne hanno progressivamente alterato l'orbita, trasformandolo in un proiettile inesorabilmente attratto dal campo gravitazionale del nostro satellite.
L'impatto sulla superficie
L'epilogo di questa deriva si è consumato nella mattinata di ieri, mercoledì 5 agosto 2026. Intorno alle 08:35 (ora italiana), lo stadio del Falcon 9 si è schiantato sulla superficie lunare alla formidabile velocità di circa 8.700 chilometri orari (più di sette volte la velocità del suono).
Il punto di contatto è avvenuto nell'emisfero settentrionale della Luna, in prossimità del cratere Einstein, sul lato del satellite direttamente visibile dalla Terra. L'urto ha sprigionato un'energia cinetica paragonabile all'esplosione di 3 tonnellate di tritolo, sollevando una nube di polvere regolitica che è potuta arrivare a decine di chilometri di altezza. Sebbene le previsioni stimino la formazione di un nuovo cratere del diametro compreso tra i 18 e i 27 metri, la distanza e la posizione hanno reso impossibile osservare lo schianto a occhio nudo o con telescopi amatoriali.
La caccia al cratere e l'importanza scientifica
Al momento dello schianto nessuna sonda orbitante era nella posizione e nell'angolazione adatta per riprendere la collisione in diretta.Ora spetta alle fotocamere ad altissima risoluzione dei satelliti di ricognizione, come il Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA e il sudcoreano Pathfinder Lunar Orbiter (dotato della ShadowCam), scandagliare l'area nei prossimi giorni per catturare le immagini del "prima e dopo" e individuare l'esatto punto d'impatto.
Anche se l'evento è stato accidentale e non ha comportato alcun rischio per la Terra, la comunità scientifica lo considera un'opportunità straordinaria. Studiare un cratere appena formato, generato da un oggetto di cui si conoscono esattamente la massa e la velocità, fornirà dati cruciali sulla fisica degli impatti e rivelerà strati di suolo lunare rimasti sepolti per miliardi di anni.
Tuttavia, l'evento lancia anche un monito importante: con l'intensificarsi delle missioni governative e private, la gestione dei detriti spaziali nello spazio cislunare richiederà presto regole e strategie di smaltimento molto più rigorose.
“Questo articolo ha beneficiato dell’assistenza di Gemini, un modello linguistico AI”















