Non ero in grado di articolare parola: i miei pensieri d’un tempo, le penose riflessioni su me stesso si ripresentavano con nuovo vigore, assieme alle considerazioni sulla mia incapacità di dimenticare e di accettarmi, di cambiare dentro, di riuscire a divenire forte; si trattava delle riflessioni di sempre sulla crepa terribile che avevo dentro di me da milioni di anni.
Nina Berberova, “Il male nero”, Guanda, 2014.














