Gli infelici che impazziscono della felicità altrui Ci sono persone che non riescono a essere soddisfatte di se stesse completamente senza odiare qualcuno, qualcosa, qualche nazione.

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Gli infelici che impazziscono della felicità altrui Ci sono persone che non riescono a essere soddisfatte di se stesse completamente senza odiare qualcuno, qualcosa, qualche nazione.
Abolire i Decreti Sicurezza, piuttosto che inginocchiarsi? La vicenda di come la politica italiana stia declinando qui da noi ciò che accade negli Usa è altamente indicativa di una…
Legge Mobbing: misure per i testimoni, veri o falsi, e responsabilità economica dei mobber
Legge Mobbing: misure per i testimoni, veri o falsi, e responsabilità economica dei mobber
Questa settimana la Petizione per una Legge contro il mobbing e a sostegno delle vittime ha avuto un nuovo impulso. Sono già quasi sessantamila le persone che l’hanno firmata e che chiedono una Legge giusto, doverosa e adeguata.
Stanno pure arrivando – sui social e tramite messaggi privati – proposte di quelli che dovrebbero essere i contenuti auspicabili e in alcuni casi necessari e doverosi, di…
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Gli incapaci agiscono per sottrazione
Gli incapaci agiscono per sottrazione
C’è questa campagna pubblicitaria di un partito di governo che da giorni insozza i social con alcune foto per promuovere una manifestazione che avverrà a giorni. Il predetto partito, essendo un’accolita di oscurati dal loro capitano e essendo assolutamente privo di contenuti costruttivi pur abusando del termine “fare”, ha pensato bene di utilizzare la tecnica del dileggio per accaparrarsi un po’…
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Gli incapaci agiscono per sottrazione
(Il podcast della mattina) Gli incapaci agiscono per sottrazione
Come diceva George Bernanos: «Le più grandi canagliate della storia non sono state commesse dalle più grandi canaglie, ma dai vigliacchi e dagli incapaci.».
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LA TRUFFA DELL’ESTATE? VIAGGIA SULLA CHAT DI FACEBOOK: OCCHIO ALLE NUOVE AMICIZIE, SONO DEGLI INGEGNOSI ESTORSORI. ECCO COME AGISCONO
Ricatti a luce rossa su Facebook: «Io mi spoglio, ti spogli anche tu?» Estorsione con foto hot. Dieci denunce in Polesine. Il gruppo opera dal Nord Africa: estorsioni da mille euro
«Io mi spoglio, ti spogli anche tu?». Una frase intrigante, che arriva dopo un approccio altrettanto ammiccante via social network, solitamente Facebook. Peccato che dietro quella piacevole richiesta non ci sia la bella ragazza alla quale pare appartenere il profilo. Ma una banda di malviventi alla cui identificazione sta lavorando la polizia postale. Un gruppo che secondo le prime risultanze di indagine avrebbe il proprio quartier generale tra Algeria e Marocco e che si dedica a vere e proprie estorsioni. Ricatti, appunto: la promessa di sesso virtuale in realtà è il primo passo di un vero e proprio incubo, che si conclude solo con il pagamento di mille euro, che di solito finiscono in un circuito difficilmente tracciabile.
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“Mi sono rovinato la vita con un video su facebook” Per corteggiare una ragazza, un bancario si fa convincere a mettere on line un filmato sexy. Ma non sa che è una trappola e che dietro c’è una gang
Otto minuti di follia sui social network possono compromettere una vita intera? Paolo, bancario trentenne di Genova, ne è convinto. Si è iscritto a Facebook per rimorchiare ragazze, sfruttando la sua bella presenza e un passato da aspirante modello, professione mai decollata.
Ora vuole diventare direttore di banca, ed è sulla buona strada. O forse era sulla buona strada. Se non fosse per quei maledetti otto minuti da «fesso», parola che lui stesso cita spesso. Paolo ha riempito il social network di suoi vecchi compagni di classe delle superiori, di suoi familiari, ma anche di donne avvenenti. Che male c’è? Nessuno. Peccato ci abbia confidato di non dormire la notte da almeno sei mesi. «Ho conosciuto una ragazza che diceva di essere una modella di Roma – racconta – e dopo qualche scambio di opinioni mi ha invitato su Skype. Io ho accettato, ma temevo fosse un fake (un profilo con foto false) quindi l’ho invitata a mostrarsi in webcam. Lei ha detto sì: era bellissima, dai 25 ai 30 anni, mora, occhi scuri e molto prosperosa. Il suo nome sul social network era Noemi Blue e tutto il suo profilo era privato, eccetto 15 foto».
Tutto procedeva per il meglio. Paolo racconta di averla invitata ad uscire, incassando un bel sì. «Il giorno successivo Noemi si è mostrata in cam seminuda e ha cominciato a chiedermi un parere sul suo fisico – prosegue Paolo – io le ho fatto i complimenti e lei ha cominciato a toccarsi, chiedendomi di fare altrettanto. Purtroppo ho accettato, mi sono spogliato e mi sono fatto prendere dalla situazione…»
La storia è finita male. La linea si è interrotta e la ragazza si è disconnessa sul più bello, per poi ripresentarsi il giorno successivo: «Mi ha inviato un link – il bancario prosegue col racconto – io l’ho cliccato e ho visto il video di 8 minuti in cui sembro un pervertito esibizionista, che si spoglia e si tocca davanti al pc. Noemi mi ha chiesto soldi per non pubblicare quel video sulla bacheca di tutti i miei amici di Facebook: 600 euro da versare su una carta prepagata Postepay, intestata ad una donna italiana. L’ho fatto, certo di sapere anche il vero nome di quella ragazza che mi aveva totalmente in pugno e che non volevo innervosire». Sì perché in quel momento la preoccupazione principale di Paolo era tenersi buona la ragazza, come fosse in ostaggio di un delinquente con la pistola in mano e il mirino puntato sulle sue parti basse.
A quel punto il trentenne cancella il proprio profilo Facebook, pensando di chiudere definitivamente la storia, ma la donna lo ricontatta su Skype mandandogli nomi e cognomi di tutti i suoi contatti, visto che se li era diligentemente salvati. Noemi lo minaccia, dice che li avrebbe contattati comunque e che non è servito a nulla cancellare il profilo.
Ed ecco il secondo ricatto: gli chiede mille euro per sparire per sempre. Lui accetta. Li versa su un’altra carta Postepay, questa volta intestata ad un uomo: «In quel momento ho capito di essere finito in un giro più grande di me, una rete di truffatori seriali. I giorni peggiori della mia vita – ci racconta Paolo – un mese di stipendio buttato e la consapevolezza che questo video era ancora a disposizione di persone come questa Noemi. Che fine avrebbe fatto il mio lavoro? E la mia immagine? Dopo giorni senza appetito e notti insonni a spulciare le bacheca dei miei conoscenti nella speranza di non veder comparire quel video, mi decisi a sporgere denuncia».
Tutto però non fila come previsto: «Aver segnalato il caso agli organi competenti mi ha gettato ancor più nel panico per quello che hanno scoperto. Se prima della denuncia avevo una flebile speranza di poter rintracciare i proprietari veri della carta prepagata, da quel giorno ho scoperto la realtà dei fatti: la prima Postepay era intestata ad una donna fantasma, mai esistita. Mentre l’intestazione della seconda era ancora più ingegnosa: un marocchino nullatenente e per di più deceduto nel 2009».
E di certo il bancario non è l’unico in questa situazione in Italia: da una ricerca recente Symantec sul crimine informatico, è emerso che gli uomini in rete vengono truffati decisamente più delle donne e indovinate perché? Si lasciano sedurre facilmente da e-mail dal contenuto erotico. Ma c’è dell’altro: gli uomini italiani pare amino perseverare negli errori online, solo il 29% infatti (contro il 34% delle donne) si rassegna a cambiare le proprie abitudini di navigazione, evitando di visitare i siti più rischiosi.
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FONTE:
http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/ROVIGO/ricatto_sessuale_rovigo_facebook/notizie/851755.shtml
http://www.ilgiornale.it/news/politica/mi-sono-rovinato-vita-video-su-facebook-1045039.html
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TRUFFA DELLO SPECCHIETTO: OCCHIO! HANNO CAMBIATO TECNICA, ADESSO USANO I BAMBINI. ECCO COME AGISCONO
Truffa specchietto, la nuova tecnica. Attenzione, adesso c’è una coppia con bambini che imperversa a Napoli
Attenti napoletani. Nelle strade deserte del week end di ferragosto c’è un’auto, una Ford nera: un uomo alla guida, un altro giovane a fianco, due donne e due bimbi a bordo. Sa che siete distratti, vi avvicina, urta lo specchietto della vostra auto e finge che siate stati voi a farlo.Subito dopo il modesto impatto vi invita a fermarvi. Vi mostra in danno (lo specchietto della sua Ford che si è incredibilmente “distrutto”) e vi mostra i suoi figli: “potevate fargli male, vi rendete conto?”.Voi siete in difficoltà, pensate al danno, alla paura, all’assicurazione che aumenterà in maniera vertiginosa. L’uomo, allora, accomodante vi dice che si può risolvere tutto se gli date soldi. Parte da una richiesta di 350 euro ma arriva fino a 250, esattamente quel che potete prelevare al bancomat. E se non avete denaro con voi, vi accompagna al più vicino sportello bancomat.Negli ultimi due giorni sono arrivate tantissime segnalazioni alle forze dell’ordine. Qualcuno ha anche segnato il numero di targa e indagini sono in corso.Per adesso il consiglio è uno solo: non pagate, è una truffa
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http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/truffa-specchietto/notizie/849385.shtml
Il Grande Cocomero