Ieri ho passeggiato in città in pausa pranzo. Non mi andava di rimanere in ufficio. Ho percorso una via che mi ha portato in centro. Mi sono ricordata che poco distante da dove mi trovavo anni fa c’era un negozio della Nay-Oleari. Facevo la prima media in una scuola privata e quelle ricche e stronze figlie di papà che avevo come compagne di classe avevano tutto della Nay-Oleari. Dai cerchietti agli orecchini, dallo zaino alle copertine dei quaderni. Dagli astucci ai vestiti. Non me ne mai fregato nulla delle marche, ma la Nay-Oleari è stato il mio tallone d’Achille. Volevo qualcosa della Nay-Oleari. Lo desideravo con tutta me stessa. Ne parlavo continuamente in casa. E un giorno mio padre mi disse che vicino al suo lavoro c’era un negozio di quella marca e magari lui avrebbe potuto farci un salto. Quello è stato un giorno bellissimo. Ho aspettato trepidante, con il cuore in gola l’arrivo di mio padre quella sera. Volevo andare a scuola il giorno dopo e avere anche io qualcosa della Naj-Oleari da sfoggiare con quelle perfide ragazzine. Mio padre arrivò con quel sacchetto e dentro c’era un cerchietto, due copri copertine e un astuccio. Io me lo immagino mio padre che ha lavorato tutta la vita con vestiti e stoffe, dentro a quel negozio pensando “ma che merda è sta roba?” cercando di trovare qualcosa che piacesse alla sua bambina di 12 anni. Me lo vedo mentre sceglie l’astuccio e pensa “ma perché i conigli?” Quando finalmente mi portò a casa tutta quella roba io mi sentii felice. Di una strana felicità che non era felicità. Era rivalsa, vittoria... era poco e niente. Il giorno dopo io avevo quelle cose ma rimanevo ancora la ragazzina di paese e loro le ricche stronze streghe con cui avrei dovuto avere a che fare nei prossimi anni a venire. Quell’astuccio ce l’ho ancora. È rovinato. Scucito. Vecchio. Ma lo tengo. Per ricordarmi di quella finta felicità. Di quella piccola discriminazione. Di quella guerra di classe. Di quelle due fazioni. Di quella minoranza di cui facevo parte. Di quelle ricche stronze streghe di cui ancora oggi ricordo i nomi. Ma soprattutto lo tengo per ricordarmi della meraviglia che è mio padre. #papitheboss #top #amoregrande https://www.instagram.com/p/CC8aInrI1eH/?igshid=4dd45acfuboj

















