Vedo Ginevra che mi viene incontro con una busta in mano. Mi giro verso il mio gruppo e mi scuso. «Ehi! Che c'è?» «È stata qua una ragazza e mi ha datto questo. Mi ha detto di dartegli.» Vedo quella busta gialla. No. No lei è stata qui. Ha parlato con Ginevra. Ha parlato con lei e non con me. La devo vedere. Questo non può essere l'ultimo ricordo che lei ha di me.. di noi. Non può finere cosi. Mi volto dinuovo verso Ginevra, e le dico: «Cazzo!» Comico a correre verso l'uscita. Le devo spiegare tutto. La devo vedere un'ultima volta. «Anna aspetta!» Lei al tono della mia voce comincia a caminare più veloce, però io riesco a tenerla per il braccio. «Aspetta! Fammi spiegare almeno» Cavolo com'è bella. «Guarda ho sentito cosa hai detto a quei ragazzi. Sei molto bravo a parlare ma non sanno quando sei bravo a scapare.» La sua voce è piena di rabbia. Questa era la parte di cui ho avuto paura tutto questo tempo. Avevo paura di sentire la sua voce e non sentire più l'amore che lei una volta aveva provato per me. Nei primi giorni dopo che era scapato da quella communita, mi avevo detto che l'ho fatto per lei, che lei un giorno capirà perchè l'ho fatto ed adesso siamo qui. Faccia a faccia. Lei se ne vuole andare, però io glielo impedisco. «Ti prego, aspetta. Fammi spiegare.» Gli devo dire tutto. Lei si merita una spiegazione valida. Lei si merita tutto. Lei mi guarda. Io la guardo. «Io...» Merda! Come sempre quanto le devo dire delle cose importante non riesco a dire una parola. E lei l'ho capito, come sempre. In passato quando non riuscivo a dire le cose lei mi ha sempre datto il tempo di cui avevo bisogno, ma oggi è diverso, lei si gira come se volesse andersene. «Lascami andare!» Io però la blocco tenendola per entrambi le braccia. La guardo. Mi guardo. È per un'istante dimentico tutto. Mi dimentico del fatto che ho una ragazza. Dimentico il fatto che io voglio proteggere Anna a tutti i costi. È per un secondo solo mi dimentico anche come siamo arrivati a questo punto. Io non ce la faccio. Io non ce la faccio a lasciarla andare cosi. Mi manca. Anche se non l'ho detto a nessuno la mia piccola mi manca da morire. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto, ogni secondo. «Anna...» Non resisto. Non le ho mai potuto resistere. Altro che le pillole lei è la mia vera droga. Mi abbasso piano, piano e finalmente le mie labbra toccano le sue. Avevo dimenticato quando cavolo mi era mancato sentirla cosi vicino a me. Dopo un anno intero posso finalmente dire che sono arrivato a casa. Tutto questo tempo ho negato a tutti intorno a me ma sopratutto a me stesso. Io non ho mai smeso di amare Anna ed io non smetterò mai di amarla. Ci stacchiamo e lei se ne vuole andare però io un'altra volta la fermo. Con le mie mani le tengo entrambi i polsi ed il mio sguardo, dopo averla guardato, va sul suo polso destro, aspettando di vedere quel tatuaggio con cui è iniziato la nostra storia d'amore epica. Ma non lo vedo. Quel delfino che l'ho aggustato tanti anni fa è sparito. La guardo scioccata. Lei ha capito cosa era successo. «Il delfino?» Lei prende aria per dire: «L'ho cancelato!» Lei se ne va e questa volta io non la fermo. Metto la mia mano sul mio petto. No. Non può avermi, averci cancellato cosi. Quel tatuaggio rapresenta la nostra storia. Il nostro amore. Non può finire cosi. ❤️











