Chi non beve in compagnia…/The one who drinks alone… by Irene Di Oriente
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Chi non beve in compagnia…/The one who drinks alone… by Irene Di Oriente
Chi si fa una birra con me? Offro io.
La Barcaccina, Vada
C'è
C'è che ho mal di testa, ho sonno, ho bevuto a stomaco vuoto, ho fumato ed ho guidato. C'è che mi manchi. Mi sono persa tra i frammenti della mia stessa vita, tu dove sei? No. La vera domanda è dove sono io, dove sono finita. Tra le labbra di chi? Tra quali pensieri e quali parole?
Dimentica tutto. Dimentica lui, le frasi dolci, le notti insonni, i suoi messaggi che ti rendevano felice, le passeggiate, le vostre mani incrociate, le sere sul divano, la prima volta insieme, la prima pizza, la prima bevuta insieme. Dimentica per te, solo per te stessa. Dimentica per star bene.
@hereonlyme
Beh, credo che il meme lo conosciate.
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Festa
( Marlene e 𝑺𝒊𝒓𝒊𝒖𝒔 ) ⤿ sᴀʟᴀ ᴄᴏᴍᴜɴᴇ Gʀɪғᴏɴᴅᴏʀᴏ﹐ ₈ ᴍᴀɢɢɪᴏ ₁₉₇₇ #ᴀʀᴇsᴛᴏᴍᴏᴍᴇɴᴛᴜᴍʀᴘɢ
Marlene ( . . . ) La festicciola improvvisata nella Sala Comune dei Grifondoro sembrava vittoriosa nel suo intento di risollevare gli animi dopo l'esodo di studenti che aveva vuotato i corridoi lasciandovi un'atmosfera di triste desolazione per quanto era accaduto. Ora i volti erano di nuovo distesi, le bocche rilassate e aperte in sorrisi spensierati mentre la scuola di nuovo al completo poteva guardare oltre lo spiacevole evento e voltare pagina un sorso di burrobirra dopo l'altro.
« Oh no, Black mi ha rubato la bottiglia, come farò adesso? » aveva commentato Marlene con aria teatrale - e un tono molto più tipico dei normali battibecchi con il compagno di Casa rispetto a quello avuto nelle settimane precedenti -, prima di afferrare un'altra bottiglia inarcando le sopracciglia verso il ragazzo e allontanarsi di qualche passo per distanziarsi dal trambusto che regnava attorno allo zaino delle meraviglie alcoliche. A guardare la scena dal di fuori, un normale gruppo di ragazzi che bevevano e si divertivano tra loro, Marlene sorrise lievemente. Era così che avrebbe dovuto essere, per tutti loro; una vita leggera e senza i pensieri che, invece, avevano preso a segnare i loro giorni.
Sirius Accalappiato dalla scenetta messa su dalla McKinnon, Sirius le andò dietro. La ruota della fortuna stava girando a suo favore quella sera, dunque perché non azzardare un tiro ancora una volta? Non avrebbe esitato in ogni caso, comunque. Quella sfumatura terribilmente accattivante, assunta dalla giovane nel rispondere al suo furto, l’aveva talmente attratto che se non voleva essere stato, dapprincipio, un invito farsi seguire, voleva dire che il Grifondoro delle ragazze non ne capiva proprio un accidenti. « Allora… » Poggiò una mano sul muro della Sala Comune, dietro la giovane. Inchiodandola lì con una nonchalance sconosciuta ai più - che invece a lui era apparteneva sin dalla nascita. « Quale ti è capitata? Alcolica o analcolica? » La domanda premeva sulle sue labbra e non esitò ad uscire. L’impellenza di non farle bere nulla che potesse annebbiare i suoi sensi, era sparita, ora che erano rimasti soli. « Sono disposto a condividere la mia, nel caso » concluse, accigliandosi in una teatrale dimostrazione di generosità disinteressata.
Marlene Marlene rivolse uno sguardo accigliato al compagno che le trotterellò dietro, appoggiandosi al muro accanto a lei come a volerla schermare dal resto della festa. Per quanto allontanarsi dal trambusto avrebbe potuto essere scambiato per un segno di ricercata solitudine, non avrebbe mai ammesso di non essere rimasta del tutto infastidita dall'intervento del ragazzo. Dopotutto, seppur piccola e improvvisata, era sur sempre una festa e alle feste bisognava divertirsi e c'erano poche persone all'interno della grande scuola a far nascere sul volto di Marlene quei sorrisi sghembi e profondamente divertiti. Quando quella stessa persona non era impegnata a farla diventare matta, s'intende. Dottor Black e Mister Hyde. Chissà con chi avrebbe parlato quella sera. « Temo che dovrai rinunciare a questo eroico sacrificio, Black. » sollevò la bottiglia a suo favore quasi a mimare un brindisi invisibile « È quella giusta. » concluse, prima di avvicinarne il collo alle labbra e bere un sorso per poi allontanarlo frettolosamente e rivolgersi ancora a Sirius e provocarlo con una smorfia forzata. « Chi porta delle bibite analcoliche ad una festa? Pensavo che tu più di tutti sapessi come ci si diverte. »
Sirius « McKinnon, suvvia, ci sono dei bambini e delle /bambine/ qui presenti, che non dovrebbero assolutamente bere. » Marcò molto, sulla parola bambine. Lei l’aveva provocato, era giusto che lo facesse anche lui - con una luce malandrina nello sguardo, andando inevitabilmente, ed involontariamente, a creare un parallelismo con i più recenti avvenimenti. « Comunque » tracannò una discreta quantità di burrobirra, e, ridente, abbassando nuovamente la bottigila ad altezza del busto, le si avvicinò all’orecchio: « chi glielo dice a Monroe che sta perdendo i pantaloni? » Alzò il mento in direzione del loro compagno; uno del settimo. Era tutto matto, quello. Si era trasferito da Durmstrang quando facevano il quarto. Non che avesse importanza comunque. L’odore della ragazza era buonissimo.
Marlene « Hai assolutamente ragione, ti assicuro che non appena ne vedrò una farò di tutto per distoglierla da questa deplorevole abitudine. » rispose pan per focaccia, lo sguardo accigliato e sarcastico fisso in quello del compagno mentre prendeva un altro sorso volutamente lungo di bevanda. Quando Sirius le si avvicinò all'orecchio, l'inaspettato calore della sua vicinanza le fece saettare le grandi pupille chiare di striscio lungo tutto il volto del ragazzo, per poi venire debitamente distratte dalla direzione che le indicò con il mento. E fu soltanto la mano rapida che Marlene portò alla bocca a impedirle di soffocare nella risata che rischiò di farle sputare il contenuto del sorso. « Qualcuno dovrebbe, non vorrei dovermi sciacquare gli occhi col sapone. » mormorò, riprendendosi dal momento per poi tornare a voltare lo sguardo verso il compagno. « Sai, detesto doverle ammettere ma è stata una bella idea. » disse alzando la bottiglia stretta tra le dita in direzione del gruppetto di loro amici, per indicare a cosa si riferisse.
Sirius « Mi stai forse facendo un complimento? » fu la goliardia a parlare con quel fare aitante. Sempre quella, lo portò ad avvicinarsi nuovamente; non all’orecchio, questa volta, bensì, naso contro naso; gli occhi a scrutare in quelli turchini della McKinnon, e sorrise sghembo. « Attenzione » rauco; guardò volutamente le sue labbra, per poi tornare, con una luce diversa, su di lei « potrei pensare che stai cercando di sedurmi. » Scherzava il Grifondoro, ma concretizzare qualcosa cominciato come uno scherzo era il suo sport preferito, lo sapevano tutti. La posizione assunta, comunque, non era delle più comode. Tutto il suo equilibrio era dipeso dall’unica mano premuta contro la parete, accanto al volto della ragazza. Il muscoli tesi del braccio tendevano il tessuto della camicia arrotolata al gomito. Ecco il segreto per ottenere il suo fisico: scomode pose da rimorchio.
Marlene Ebbene si, gli stava facendo un complimento davvero. Al contrario di Sirius Marlene sembrava riuscire a ritagliare alcuni momenti di maturità nelle occasioni che potevano richiederlo, ma a quanto pareva quello non era destinato ad essere uno di quei momenti. Neanche per lei stessa, a ben vedere, che si ritrovò a distogliere per una manciata di istanti il volto contratto in un sorriso sarcastico e neanche troppo segretamente divertito. « Potresti. » confermò, prima di scuotere lievemente la testa assumendo un'espressione teatralmente costernata. « Ma non sono ancora / così / ubriaca, tuo malgrado. In più, » riprese mentre questa volta lo sguardo non si staccò da quello ricercato dal ragazzo in quella peculiare vicinanza, ricambiandolo con maggiore serietà « se stessi cercando di sedurti, ti assicuro che lo sapresti. » Poteva sembrare quasi arroganza - a chi non l'avesse conosciuta meglio - quella dipinta sul tipo altezzoso e vagamente soddisfatto di Marlene. Forse non era all'altezza della reputazione sfacciata di Sirius, ma certo non era estranea a quel tipo di comportamento.