verso BTO12
Ricordo quando, qualche anno fa, il venerdì su Twitter si facevano gli #ff per consigliare account interessanti, attraenti o che facevano solo ridere. Io in quel periodo mi sono fatta molte conoscenze (anche amici posso dire), soprattutto quando per le dirette di eventi mi trovavo a fare il live twitting. Non c’era scontro, non eravamo in competizione ed ogni risposta era spiegata e corredata di riflessioni utili agli altri. Si andava a dormire con la consapevolezza di aver conosciuto una persona in più su un social di microblogging. Ci si scriveva in privato se qualche parola fosse stata messa fuori posto, scusandosi. Nel gennaio del 2020 ho festeggiato 10 anni su twitter, sembra passato un secolo, la teconologia che un tempo pensavamo di poter gestire, ora è accanto a noi giorno e notte. Non ricordo nemmeno l’ultimo volta ho spento il cellulare per la notte, per questo faccio molta fatica quando devo aggiornare il sistema operativo,a ricordare il pin di accesso. Il secolo dei millennials ci ha portato ogni giorno a fare un passo avanti, un tweet non mirato ma tanto per far sapere al mondo che abbiamo una considerazione in merito ai trends della giornata. Una nuova coscienza di ciò che si può fare e non, si è impossessata di noi, come fosse una centrifuga di sole verdure bio a 5€/kg. Si frulla tutto in televisione, sui social, si aggiunge curcuma ed il nostro organismo ringrazia. Si fa politica su twitter, si lancia una campagna pubblicitaria, si regalano dati personali per loggarsi ad una aPP per fare stories che possano fare il maggior numero di visualizzazioni. L’iper connessione ci sta rincitrullendo. l’anima, food e wine sono sul piatto della comunicazione in una sera di svago, foto e video nei viaggi di relax,track di workout esibiti per sfidare altri utenti. Io sono diventata così… e pensare che quando sono andata a BTO per la prima volta per me era come vivere una fiaba. Lavoravo da dipendente a tempo indeterminato in una associazione che si occupava di promozione del territorio. Andavo a Bto per respirare idee e progetti con professionisti della comunicazione. È tutt’ora così, ma le dinamiche digitali si sono spostate dall’esperienza delle persone alle persone stesse, una scommessa quotidiana in cui si mescola human e iper human, si cerca la comprensione degli altri, e poi in un altro social si sberleffa un personaggio pubblico. Abbiamo tutti un’opinione ma siamo giunti ad un bivio: riusciremo a fare un passo indietro per capire se tutto questo abbia un significato? Monk, nella sua serie poliziesca, ad inizio episodio, visto il cadavere esclamava spesso “tutto questo non ha senso”, ma dopo 40min di registrato scopriva il perché di tutta la scena del delitto. Noi, stiamo scoprendo l’assassino, ma abbiamo bisogno di un concept che possa riportarci alla quotidianità ormai farcita di dati e analisi, tralasciando che… la vita è meravigliosa, seducente e miracolosa (cit. Diodato) con o senza la nostra. presenza online.














