L’altra faccia della medaglia
Lo sport è sempre stato uno dei modi per educare bambini e ragazzi divertendosi e per insegnare principi come il rispetto, la lealtà, la costanza.. indispensabili per la crescita di un giovane.
Corruzione, violenza, doping; eccessi e cattivi esempi che, enfatizzati dai media, stanno distorcendo i valori dell’attività sportiva e stanno mostrando ai giovani come, anche solo con piccoli ma pericolosi aiuti, come il denaro o i farmaci, si possa arrivare al successo.
Ci sono, però, fenomeni meno conosciuti ma altrettanto pericolosi: è il caso del burn out e del drop out.
Il burn out è quella condizione in cui svolgere un’attività sportiva/lavorativa impegna ad un punto tale corpo, mente e spirito che la persona, superata una certa soglia, “scoppia” con conseguente stato di esaurimento psicofisico ed emozionale.
http://www.lecconotizie.com/rubriche/psicologia-dello-sport/quando-lo-sport-chiede-troppo-il-burn-out-71300/
Il drop out è l’abbandono precoce sportivo (14-20 anni) causato dalla scarsa percezione della propria competenza e al duplice rapporto fra crescita vs paura di fallire.
http://www.gazzetta.it/Fitness/06-03-2013/i-ragazzi-abbandonano-sport-troppe-pressioni-illusioni-92332151722.shtml
E per non allargarci troppo: l’agonismo esasperato fin da giovanissimi, il risultato a tutti i costi, l’illusione preclusa di divenire dei campioni, ma soprattutto genitori troppo esigenti e pressanti stanno alla base dell’altra faccia della medaglia dello sport.