I sogni di Clitennestra - Dacia Maraini
seen from United States

seen from Brazil
seen from Russia

seen from Dominican Republic
seen from France
seen from United States
seen from Portugal

seen from Italy
seen from United States
seen from Portugal
seen from United States
seen from United States

seen from United Kingdom
seen from United States
seen from Bangladesh
seen from Pakistan

seen from Brazil

seen from United States
seen from United States
seen from United States
I sogni di Clitennestra - Dacia Maraini
Recensione "La vendetta degli Dei" di Hannah Lynn
Regina dal potere sconfinato, moglie assassina e vendicatrice, madre tradita e amorevole, figura capace di slanci e sentimenti di grande intensità o donna crudele e senza cuore? È davvero difficile provare empatia per una donna che tradisce il marito, Agamennone, e che lo uccide al suo ritorno da Troia assieme al proprio amante, senza conoscere fino in fondo le sofferenze a cui è stata sottoposta…
(via Egisto, il figlio di Tieste e di sua figlia Pelopia)
Altre versioni mostrano Clitennestra che partecipa a questo delitto e uccide anche Cassandra, sua rivale. Presso i poeti tragici le circostanze variano: ora Agamennone è colpito a tavola, ora è ucciso in bagno. Egisto governò a Micene per sette anni fino al giorno in cui venne ucciso dal figlio di Agamennone, Oreste. Queste vicende sono il tema della trilogia di Eschilo Orestea e di alcune tragedie di Sofocle e di Euripide.
Ready to shoot 👍 #teatroromano #estateteatraleveronese #clitennestra #teatroscientifico #nuoveofficinecinematografiche #lucacaserta #filmmaking #filmmaker https://www.instagram.com/p/CDntGzBqhLVDESXTtFvuxTrHUSr8BJ4myT70k00/?igshid=1c5wvyvkysxjb
TEATRI DI PIETRA LAZIO: KLYTAEMNESTRA at INFERI (5 Luglio - Villa di Livia)
TEATRI DI PIETRA LAZIO: KLYTAEMNESTRA at INFERI (5 Luglio – Villa di Livia)
MDA/Estreusa KLYTAEMNESTRA at INFERI Di Alma Daddario in collaborazione con Stefano Bandini (autore delle musiche originali) Con Àlida Mancini (interpretazione e regia) e Antonietta De Lorenzo 5 Luglio 2017 18,30 visita alla Villa 19,00 spettacolo Villa di Livia Via di Villa Di Livia , Capolinea ATAC e fermata stazione RomaNord Prima Porta/Roma “Il mito è qualcosa che non è mai accaduto, ma…
View On WordPress
Clitennestra, voi la mia coscienza io il vostro grido. Regia Alessia Tona
Clitennestra, voi la mia coscienza io il vostro grido. Regia Alessia Tona
Clitennestra voi la mia coscienza io il vostro grido, ripropone attraverso un linguaggio contemporaneo, vicende che oggi ci appaiono quotidiane e alle quali non diamo il valore realmente drammatico che incarnano.
Unendo il mito di Clitennestra a un fatto di cronaca nera, il massacro di Novi Ligure, forse il primo che ha suscitato un interesse più alto tra i fatti di cronaca nera, lo…
View On WordPress
Nessuna luce
«Agamennone non si era mai sentito attratto dalla bellezza radiosa ed insieme misteriosa di Elena, la divina perfezione che ammaliava suo fratello, non aveva presa su di lui e mai l'avrebbe avuta; casualmente, aveva intravisto una fanciulla dai capelli ardenti come lingue di fuoco e gli occhi brillanti, quanto il cielo di primavera, il suo nome era Clitennestra e di Elena era la sorella. Il giovane argivo comprese, nel tempo di un respiro, che non avrebbe desiderato nessuna donna come Clitennestra, principessa di Sparta, che non avrebbe trovato pace sino al giorno in cui l'avrebbe potuta reclamare come propria moglie, amante, regina. Menelao fu sollevato, non avrebbe combattuto contro il fratello per la mano di Elena; aveva pensato di comprare dei doni all'amata, di portare Agamennone in un bordello, trascorrendo ore liete dal calar del sole all'aurora, quindi gettarsi sulla propria spada, benedicendo coloro che più della sua vita amava; ma ciò divenne soltanto un vago ricordo, perché Agamennone aveva scelto Clitennestra, aveva scelto la sorella di Elena, nulla appariva più bello, ai suoi occhi, di una famiglia unita dal dovere, dal sangue, dai sentimenti.»
«Clinnestra non aveva guardato con interesse ai principi, tutti avevano la mente rivolta alla sorella, che affatto invidiava. Agamennone, fratello maggiore di Menelao, il solo che Elena degnasse di qualche sorriso, era fiero e potente ma non aveva nulla di affascinante al suo sguardo. Era educata, perché lo esigeva l'etichetta, chinava lo sguardo e mormorava, quando lui si accostava per parlare ed oltre, non avrebbe concesso, l'avrebbe chiamato 'fratello', quando e se si fossero celebrate le nozze di Elena col principe prediletto, però non altro. Lei di quel ragazzo intravedeva un eterno tormento, la ricerca spasmodica di amore, dove sapeva di non poterne trovare, un impulso contrastante, distruttivo, che la inquietava.»
«Agamennone tornò, quando Clinnestra si fu calmata. Giaceva su di un talamo ripulito dal sangue, gli occhi gonfi di pianto, il viso trasfigurato dal dolore. Chiese il suo perdono, ché giammai avrebbe cercato di nuocerle, quel che l'aveva spinto era stata la promessa di averla in sposa, se riportata a Sparta. Agamennone, che aveva avuto il cuore infranto dalla sua fuga, aveva accettato per amore, convinto di riconsegnarla ad un padre umiliato, a una sorella angosciata, ai suoi fratelli, che dall'Ade, si struggevano sul suo onore calpestato e Menelao aveva già parlato di portare la guerra, dove era sorta la grave disgrazia della 'sorella', poiché tale era nel suo cuore. Lui, Agamennone, cercava la sua approvazione, aveva sdegnato numerose proposte, aveva ignorato ogni altra donna perché ardeva al solo pensiero di lei. La voleva, era certo che sarebbe impazzito, era sicuro che sarebbe morto a causa di Clitennestra e comunque, ancora la desiderava per sé. La donna sarebbe divenuta la sua regina, avrebbe avuto dei figli, sarebbe stata vicino a Elena, un giorno, avrebbero unito le famiglie con una vincolo sacro. Clitennestra avrebbe avuto il perdono dei suoi cari e un uomo che l'amava devotamente, in silenzio, in perenne rifiuto come un animale rognoso. Lei aveva la sua vita fra le mani, lui sapeva quanto fosse pericoloso e l'amava con maggiore veemenza. Clitennestra trovò, nel suo cuore, un flebile anelito alla vita; ascoltò sconvolta, terrorizzata, alla fine, scoppiò in singhiozzi che rimbombarono nella camera. Era notte, non voleva giacere con quell'uomo cupo, i cui sentimenti erano spine arroventate. Sentì la sua mano sulla propria spalla, sussurri gentili, languidi di un innamorato. Pianse sino a quando non levò il sole, confortata da un uomo ignaro di adorare la propria distruzione, Clinnestra avrebbe voluto che capisse, che cercasse una moglie docile, soggiogata dalla sua possanza. Agamennone non avrebbe compreso. Il suo destino era chiaro, ormai. Sarebbe stata la sua folgorante vittoria, l'avrebbe portata a Micene, avrebbe fatto di lei quel che voleva, ma forse con il tempo e con l'arrivo dei figli, avrebbe scorto una tenerezza sincera, priva di furore in quegli occhi. Era mattino, Clinnestra non aveva più lacrime, alzò il viso su Agamennone: 'Consegnami al mio re e padre, principe.' ed era un consenso. Agamennone sorrise: Clitennestra era sua. »