Cronaca d'uno Stunnat in Beri: L’Incontro col Conte Grammarius
Oggi son qui per poter palar d’un segnore ormai de buona data — uno che par d'aver conosciuto da secoli, anche se la verità è ben altra. Costui vien da una città nominata Beri, ed è noto alle cronache come il Conte de Gammà.
Ahi, quanto m’ha fatto ridere con la sua proposta, lui che vaga egnaro del mond’oggi! Ven nomenato Il Conte Grammarius, un sapiente goloso assai de saper nove cose, ma rimasto incastrato tra i fogli di libri polverosi.
Mi disse: "O Jugo, voio palar dell'italiano oregenale, reale, puro e perfetto!"
Io lo guardai stunnat (immobile, fulminato) e li dissi: "Siete securo de ciò che dite? Voi nun sapete cosa vol dire davvero."
Lu, tutto ingrinnato (storto e stizzito), ribatté: "Mi stai mirando in giro? Ti burli di me?"
"No, tranqui," risposi io, "te sto solo a dì che sta lingua è ormai persa. La sua grammateca è spezzata, i giovind'oggi nun san più parlar coretto. Me lo fece notar pure il saggio Franch... ma dimmi, se pure lo facessi, cosa pensi? Che ti rispettino? Tu lo sei già, rispettato nella tua bolla."
Mi rispose allora con un riso amaro: "Hohoho, sei un ingorante, Jugo! Nu sai cos’è la vita, sei solo un segugio che segue el gregge!"
Io, senza scompormi, dissi: "Sì, prubabl'io lo sono, ma so quand'esserlo e quando scartare di lato."
Il Conte mi guardò fisso e concluse: "Oh, allora tu sì che sappi cos'è la vita!"
Lo reguardai negli occhi. Non ho capito cosa me significasse quel suo mutamento, ma vabbè. Lo salutai con un cenno e me ne tornai tra le mura de Beri.
Jugo Cyberio - Cronaca - Beri XXI













