<< Movies >> Lui è tornato: un(non così tanto) ironico faccia a faccia con un Hitler 4.0
questo pomeriggio grigio e piovoso avrei dovuto fare palestra in casa ma un insolito mal di testa (o sarà stata forse pigrizia?) ha avuto la meglio, pertanto ho deciso di guardare un film tedesco, ambientato nella mia attuale città, Berlino, che da tempo era nella mia whislist.
Si tratta di “Lui è tornato” - titolo originale “Er is wieder da”(2015), tratto dall'omonimo romanzo di Timur Vermes che ha riscosso un successo internazionale e presenta un assurdo scenario in cui Adolf Hitler torna nella Berlino dei giorni nostri, ignaro di quanto sia accaduto nei settantanni successivi alla sua morte.
Un personaggio che non passa inosservato agli occhi di nessuno finisce per diventare un fenomeno da baraccone con cui le persone si divertono a fare selfie e a filmare video per YouTube. La vicenda è talmente surreale che i cittadini tedeschi lo scambiano per un attore particolarmente esperto del periodo storico. e al tempo stesso, Hitler continua a propagandare i suoi ideali, ad ammonire il degrado in cui il mondo si sta riversando e a sottolineare il suo impegno per tutelare il popolo tedesco. Il risultato che ottiene è del tutto inaspettato: le persone lo ascoltano, riflettono su quanto dice e per molti aspetti gli danno ragione. Il fatto che nessuno sia consapevole che lui in realtà è il vero Hitler - solo un’anziana donna ebrea lo riconosce ma, essendo la sua demenza senile in stadio avanzato, nessuna la prende sul serio - fa si che le sue parole vengano decontestualizzate e grazie al potere dei social, diventino subito virali.
Hitler è invitato come ospite di punta nei talk show e programmi televisivi, scrive nuovo romanzo e recita in un film che racconta questa stessa vicenda, eppure nessuno sembra sorpreso o contrariato. Perché? Sarà lo stesso Hitler a dichiararlo verso il finale: lui vive in ognuno di noi. Il messaggio è forte, provocatorio, ma molto più vero di quanto siamo disposti ad ammettere. Quasi un secolo ci divide dagli orrori che hanno caratterizzato i primi decenni del Novecento, eppure le cose non sono cambiate: razzismo, xenofobia, ignoranza dominano tuttora nella società moderna e, anzi, fanno ancora più paura perché ai giorni nostri la velocità e la vastità di diffusione dei messaggi non hanno più controllo.
Questi valori sono estremizzati al punto che lo stesso Hitler è violentemente picchiato da un gruppetto di neonazisti che pensano lui stia prendendo in giro il Fuhrer, recitando questo ruolo costante. Più volte gli viene domandato chi lui sia in realtà, ma il protagonista rimane sempre coerente: lui è Adolf Hitler. Lui continua a diffondere i messaggi con cui guidava il popolo tedesco negli anni 30, ma il vero dramma è che oggi, nonostante la consapevolezza di ciò che è accaduto, questi messaggi non siano cambiati cosi tanto.
Il film affronta in chiave prettamente ironica - che in realtà è solo una facciata dietro cui si celano temi molto più profondi - delle tematiche dure e utilizza come portavoce una delle figure più odiate - e al suo tempo più amate e ascoltate - della storia dell’umanità. Viene pertanto da chiedersi: se davvero Adolf Hitler forse sbarcato sulla terra ai giorni nostri, avremmo dato retta e condiviso le sue parole? Specialmente le scene finali prima dei titoli di coda sono in grado di dare una sonora risposta a questa domanda.
Ne consiglio la visione e riflessione....